Doppia sponda

ponte

Due sponde. Due sponde e in mezzo il mare, l’Oceano Atlantico per essere precisi. Su queste due sponde Luigi Fontanella ha costruito la sua vita, quella personale e quella letteraria. Per anni direttore di una delle più longeve riviste di poesia e poetologia italiana “Gradiva” , di cui oggi ricopre il ruolo di Senior Editor  e contemporaneamente Chief Editor della casa editrice Gradiva Pubblications della Stony Brook University di New York, Luigi Fontanella è poeta, critico letterario, narratore, saggista e traduttore. La sua bibliografia è molto densa e testimonia di una vita dedicata alla scrittura e in particolare alla poesia.

Ma sono queste due sponde dell’Atlantico a caratterizzare e dirigere quasi tutta la sua produzione letteraria. Da un lato il Nuovo Mondo, che Fontanella raggiunge negli anni ’70 e di cui assorbe tutto il fermento – Un Nuovo Mondo allora dalla realtà effervescente e trainante, che oggi vede sgretolare la propria sicumera sotto i colpi del Covid19 e delle macro proteste razziali, scoprendo quei tratti di arroganza e violenza che in fondo lo caratterizzano – Dall’altra parte il Vecchio Continente, dove Fontanella affonda le sue radici, e da cui non sa, non può e non vuole staccarsi.  Ne è la prova che ancor oggi il poeta abbia scelto di abitare prima tra New York e Roma, e ultimamente tra New York e Firenze.

Abitare due luoghi differenti significa alla fine dover fare i conti con la distanza, poiché in un modo o nell’altro si finisce sempre con l’essere distanti da qualcosa.

Lui stesso in un componimento esordisce definendosi << Nato in una scorza di fuga>>, nato con la scorza del viaggio – Da sempre il poeta risponde a un atavismo preciso, al richiamo primordiale delle grandi migrazioni stagionali, intessendovi la propria vita abituale e quella immaginativa. Rispondendo a questo imperativo Fontanella ha saputo trasformarlo in una costruzione poetica, gettando un ponte tra le due rive lontane e intrecciandovi la propria scrittura, che vi resta saldamente ancorata e definita.

Nelle sue due ultime raccolte di versi – l’Adolescenza e la notte, 2015 e Monte Stella, febbraio 2020 – che intendo commentare contemporaneamente poiché costituiscono un binomio unito da un legame solido, da una matrice d’ispirazione univoca – Fontanella ripercorre il ponte verso la sponda occidentale, luogo delle sue radici, perché da lì, in questo punto della sua vita, arrivano i richiami più ineluttabili – Ed è su questa passerella oscillante, a volte fragile, di memoria e incertezza,  che il poeta affronta un vero e proprio assalto da parte di una folla di presenze che emergono, avanzano e si accalcano nelle brume avvolgenti del dormiveglia, nelle oscurità notturne o in passaggi di apparizioni improvvise <<Mi porto dentro il margine/la memoria immediata./ in quel margine un ritrovo a ritroso.>> – Ognuna di queste presenze porta con sé un bagaglio di oggetti, ambienti rivestiti di emozioni che solo ora si accendono alla luce di una sacra rappresentazione <<l’infula, le candele, gli sguardi incrociati/ i convitati sono seduti uno accanto all’altro/uno di fronte all’altro….>> e ancora <<Tutto questo mentre continuano/a moltiplicarsi, immersi nel silenzio,/cardi e vigneti,alberi, messi, farfalle e/quella luce senza spine che accarezza/l’ultima ignoranza che’è la morte/quella morte in lampi/ che come luce assedia>>.  

In questi rinvenimenti del passato il poeta procede per interpretazioni analogiche, tra le folgorazioni oscillanti della memoria che accende squarci vividi in una stanza buia, riportando le essenze nitide di elementi eterei come il  vento e i profumi dell’infanzia e dell’adolescenza, e subito dopo li ritrae e fa dubitare di aver visto e di aver sentito, strofinando con mani pallide il ricordo fino a renderlo trasparente e fugace <<Ora vieni. Piega le tue ginocchia/d’aria.raccogli la voce/di tua madre. Quanto gentile/quel suo rossetto profumato/a due millimetri dal tuo viso.La strada/A Salerno si rimpicciolisce/angusta e deserta./Piega le tue ginocchia d’aria>>. I componimenti prendono slancio dall’avvicendarsi di associazioni inattese e fervide, orientate verso chiuse nette e decise, come tagliare un filo di lana ma solo per sfrangiarlo e lasciarne l’ eco vagare e correre oltre, con una scia di vibrazioni e rimandi inattesi.

Entrambe le raccolte si srotolano avvalendosi di un dettato vivido e immaginativo, creativo e circostanziato, solido ed evocativo, in grado di scindersi su più piani nel tentativo, non facile, di captare per ogni apparizione, tanto l’ineffabile vaghezza quanto il lampo di precisione << Apparecchiamo la tavola./Ci sono i profumi, i fiori,le essenze./…Una musica e un cinema di madreperla./…>> e ancora >>L’illusione è precisa/la vita un istante>> dove <<E’ tutto fermo. ed è tutto/terribilmente esatto>>. ( I versi fin qui proposti appartengono alla raccolta Monte Stella ).

La silloge – L’adolescenza e la notte, come precisa l’autore nelle notazioni – è divisa in due sezioni antitetiche e complementari allo stesso tempo. La notte come spazio accogliente, come sorgente o sfondo ideale per la narrazione di quell’epoca di crescita oscura, senza freni, senza controllo, colma di domande senza risposta : <<Scorre questa notte primitiva,senza minuti e senza monumenti. Cadono birilli a volontà. … E ogni ombra si ricompatta nel suo stampo.>>

Le note fonde della notte o le brume avvolgenti del dormiveglia sono il terreno fertile delle due raccolte e, allo stesso tempo, lo spazio dove l’autore affronta e accoglie, con melanconia e trasporto, le presenze e i momenti di un passato che sopravviene senza avvertimenti, e proprio per questo si staglia più commovente e magico <<Vola nel tuo dormire./Svampa/Davanti a te si apre un giardino/ immenso. Gli uccelli e la lepre/e tutto l’azzurro conquistato/….Cammina/  Vola./>>.

Nell’età dell’adolescenza lo spazio celebrato è luogo di comunione e scontro  <<il cortile raccoglie ogni giorno/voci e competizioni>> e <<sbucano ginocchia sempre sfregiate>> <<il pallone gira impazzito/…tutti fratelli nel sudore…>>  e partite, contrasti, amori e segreti vissuti con la dedizione bruciante di un’età che affronta le sue tempeste ormonali con la carica di una cavalleria.

“Nelle rovine della fortuna

sono un piccolo soldato che parte

per una guerra immaginaria.

Altri mari altri continenti.

Così m’illudo di figurarmi.Così,

nel candore dei miei tredici anni.” ( da L’adolescenza e la notte )

…E l’adolescenza è veramente tutta qui, in questo ardore, in questa proiezione nel futuro che cerca e scavalca sempre altri mari e altri continenti. Riaffiorano alla mente i versi leopardiani trepidanti e coinvolgenti di Quel vago avvenir che in mente avevi, trasportando con sé un miliardo di implicazioni.

La raccolta si avvale della pregevole prefazione di Paolo Lagazzi, che tengo a segnalare, perché si propone sintetica ed esaustiva, senza inutili compiacimenti.

Entrambe le sillogi rispondono all’atto, non solo del ricordare, ma più precisamente del ra-mmemorare, che implica anche e soprattutto un recupero dalle rive offuscate del tempo di quelle presenze, di quel tesoro, tanto mutevole quanto creduto fisso, della memoria e delle sue figure erratiche in un’atmosfera purgatoriale – un tesoro consapevole della propria labile consistenza e proprio per questo deciso ad affidarsi alla magia dei prefissi per ottenere una maggiore valenza di ri-evocazione – apparizioni che si avvicendano sul ponte del poeta, chiedendogli un accenno di definizione, un tributo, un’assegnazione prima che il respiro della vita s’imponga su tutto e  nuovamente le disperda, le consegni alla deriva del fiume inarrestabile che ci trascina; ma non di nuovo, non più, non ora che nel poeta si sono riconosciute.

  •  Segnalo a parte, nel volume Monte Stella, Neve e lucchetti, un bellissimo componimento, di cui l’autore nelle note offre le coordinate di riferimento – una composizione dalla chiarezza ipnotica ma di difficile collocazione, e proprio in questo consiste il suo fascino;  in testa al brano risuona, semplice e icastica, una frase di Marilyn Monroe. Segue una lirica asciutta e magnetica, perturbante, dai bagliori prismatici e ferrosi, che la mente cattura come spazi reconditi di se stessa e ne fa luogo di riflessioni e suggestioni.

Luigi Fontanella,  Monte Stella, Passigli Poesia febbraio 2020 

Luigi Fontanella,  L’adolescenza e la notte, Passigli Poesia, gennaio 2015

Informazioni su emmapretti

Poetessa e scrittrice collabora con numerose riviste italiane e straniere con poesie, traduzioni, recensioni e racconti. Ha pubblicato cinque volumi di poesia. L'ultimo libro è del 2010 " I giorni chiamati nemici" Sefeditrice. Per notizie più ampie e dettagliate rimando alla nota bio-bibliografica inserita all'interno all'interno della mia ultima raccolta di liriche " I giorni chiamati nemici " -Sefeditrice 2010 - Firenze www.sefeditrice.it http://www.sefeditrice.it/scheda.asp?IDV=2441
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