Streghe orchi e draghi tra la cucina e il bagno

Puglia - auto carabinieri

 

Sono da poco passate le otto di mattina e a Monterotondo una ragazza di diciannove anni uccide il padre per salvare se stessa e la madre da un’aggressione violenta, – una delle tante – dopo che il triste figuro è tornato a casa ubriaco per l’ennesima volta e imbufalito con la solita voglia di pestare qualcuno.

A poche centinaia di chilometri un’altra diciannovenne, appena sveglia, consuma pigramente con la madre la colazione, seduta in una cucina di super-design, discutendo di un’abito, della dieta ipocalorica che ha deciso di incominciare, indispettendosi perché la genitrice, cambiando discorso, le ha chiesto con chi ha intenzione di passare il fine settimana; alla domanda risponde stizzita per l’intromissione nella sua privacy – di cosa s’immischia la mamma, sono adulta ormai che crede, so badare a me stessa – si alza e va nella sua camera  per  chattare dell’affronto subito con le amiche e dare un’occhiata ad eventuali acquisti su Amazoneé. Di scuola non se ne parla, perché ieri si è fatta otturare un dente e oggi non se la sente proprio…

Che cosa possiamo dire invece a Deborah, che nello stesso momento stava fuggendo giù per le scale di una casa popolare impugnando un coltello da cucina perché impaurita a morte da quell’ uomo abominevole  che è stato per tutta la vita suo padre e da cui sta difendendo sua madre e se stessa…?

Ha solo diciannove anni e un terrore che le squassa le ossa; dopo pochi istanti convulsi l’inevitabile tragedia le calerà un macigno sul cuore.

Adesso ha solo diciannove anni e un macigno sul cuore. E’ abbastanza adulta…? Appena appena…

Ascolta Deborah, nelle fiabe sempre succede che a un certo punto esce dal piccolo villaggio un ragazzo ardimentoso e sveglio o una fanciulla bella giovane e onesta, entrambi determinati a salvare la propria famiglia dalla fame e dagli stenti, e si dirigono verso il folto della foresta per cacciare selvaggina o raccogliere frutti prelibati. La foresta purtroppo è piena zeppa di pericoli e abitata da streghe malefiche e orchi violenti e assetati di carne umana. La fanciulla cade nella trappola che l’orco ha piazzato sotto il cespuglio delle more più succose e viene fatta prigioniera. Lunghi e spaventosi saranno i suoi mesi di prigionia nelle grinfie del mostro. Dovrà mettere in gioco tutto il suo coraggio e la sua abilità ( e la forza della disperazione ) se vorrà sconfiggerlo e tornare dalla sua famiglia, liberando tutti i suoi cari e l’intero villaggio dall’orrida minaccia di quella presenza malvagia.

A causa di un destino a cui nessuno sa dare spiegazione, imboccando il sentiero della foresta, tu Deborah, sei incappata in un orco e hai dovuto reagire duramente per liberarti dalla sua prigionia. E’ stata una conclusione inevitabile. Non c’è colpa in quello che hai fatto, solo desiderio di sopravvivenza, semplice umano indiscutibile desiderio di sopravvivenza e di pace. Trova pace nel tuo spirito ora perché la foresta della notte si aprirà per far entrare sprazzi di sole.

So che affidavi allo studio tutte le tue speranze di riscatto, continua a farlo – Non sentirti prigioniera di un destino, è la cosa più sbagliata che potresti fare. Ricorda soltanto che gli orchi esistono, sappili riconoscere, perché possono ripresentarsi ancora sotto mille travestimenti e blandizie. Stai con gli occhi aperti, hai tutta la vita davanti….

Voglio complimentarmi con le forze dell’ordine per i loro tempestivi interventi di semplice constatazione. Questa famiglia subiva da anni le angherie dell’uomo e aveva addirittura smesso di denunciarle, dal momento che in nessun modo venivano aiutate dagli agenti. Purtroppo è in questa maniera che si accettano le violenze domestiche e vengono perpetrati omicidi, femminicidi e oppressioni di ogni tipo ( l’ultima raccapricciante vicenda si è consumata a Milano e riguarda un bambino di due anni morto per mano del padre (!) pensate…)

Personalmente vorrei soltanto che questo mio post, scritto sotto l’onda dell’impatto emotivo per una simile vicenda, arrivasse ad essere letto da Deborah e le si posasse sul cuore come una calda e rincuorante carezza.

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Informazioni su emmapretti

Poetessa e scrittrice collabora con numerose riviste italiane e straniere con poesie, traduzioni, recensioni e racconti. Ha pubblicato cinque volumi di poesia. L'ultimo libro è del 2010 " I giorni chiamati nemici" Sefeditrice. Per notizie più ampie e dettagliate rimando alla nota bio-bibliografica inserita all'interno all'interno della mia ultima raccolta di liriche " I giorni chiamati nemici " -Sefeditrice 2010 - Firenze www.sefeditrice.it http://www.sefeditrice.it/scheda.asp?IDV=2441
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