Ruscelli on the rocks

ruscello ghiacciato 2

 

I ruscelli sono ghiacciati, non gorgogliano più, a tratti sibilano attraverso piccole fenditure. Ruscelli ghiacciati sotto un cielo limpido e immobile, visitato solo da una piccola luna trasparente che vira a tramontare.

La passeggiata comincia così, nell’aria pungente e vitrea, le scarpe che scricchiolano sulla ghiaia, le rive, i campi della pianura puntigliosamente disegnati a scacchiera, in attesa di attività; e brina, candida croccante brina ovunque.

Anche se a camminare ci si cuzza dal freddo, tutta questa cristalleria è così bella che non importa.

Mi allontano seguendo i due ruscelli che fiancheggiano i lati della strada. Le erbe secche sono basse e lasciano che lo sguardo spazi in lungo e in largo, ma sono questi rivi che catturano la mia attenzione:  vi getto dentro un sassetto che rimbalza e poi scivola sullo strato di ghiaccio come se anche lui si divertisse. Immagino la vegetazione che sopravvive ondeggiando lievemente sotto il coperchio di gelo. Qui e là solo piccoli isolotti di crescione resistono ancora, solo dove la corrente riesce ad averla vinta sulla presa glaciale.

Purtroppo non occorre fare chilometri per accorgersi che però anche la potente e fascinosa Regina dei Ghiacci ha perso gran parte dello  charme. Dopo pochi passi il candore opalino del suo fascino appare subito inevitabilmente deturpato da estranee presenze imprigionate nella morsa del suo craquelé arabescato.

Appena più avanti una bottiglia di birra dal vetro scuro deve aver rotolato un po’ sulla superficie ghiacciata prima di arenarsi accanto a una sponda; a meno di un metro le fa compagnia un sacchetto di patatine strappato, colorato fuori e lucido all’interno, un bicchiere di carta affondato per metà che affiora appena come la prua del Titanic, un sacchetto di plastica contorto e reso quasi irriconoscibile dalla vicinanza di un lembo di tela di sacco, anche lui sorpreso e bloccato dalla morsa del ghiaccio.

Meno di tre metri che presi di per sé potrebbero anche essere il prodotto creativo di un Kounellis ammiccante all’arte trash-pop. In realtà costituiscono la vetrina dove viene esposto in rassegna il nostro contemporaneo, le pratiche quotidiane più frequenti e comuni, gestite da un atteggiamento interiore dominato dall’inconsideratezza.

Un termine usato da Leopardi nello Zibaldone per indicare la più totale mancanza di pensiero e di riflessione nei riguardi di persone o situazioni.

L’inconsideratezza non contiene cattiveria o disprezzo, semplicemente non si accorge di nulla a riguardo, non si da pena perché neanche vede la situazione che le sta proprio sotto il naso. Ignora anche e più dell’indifferenza, poiché l’indifferenza, dopo aver guardato frettolosamente, altrettanto rapidamente volta le spalle.

Pur esprimendosi in ambiti senz’altro differenti, l ‘inconsideratezza dava luogo ad atteggiamenti incresciosi all’epoca di Leopardi così come adesso, qui e ora,  e pare non ci sia modo di sradicarla nonostante le innumerevoli informazioni a vari livelli  che  dovrebbero renderci più attenti e vigili.

Con la sua sola presenza, l’uomo inquina l’ambiente che lo circonda, e questo succede da sempre, ma acquista una particolare gravità quando accade con la precisa conoscenza della situazione.

Procedo lungo il ruscello con rassegnazione, sicura che lungo il cammino troverò un buon numero di questi cimeli fuori luogo, mentre si tengono a debita distanza da me aironi che solcano l’aere gelido e immobile, planando sulle sponde smosse e indurite alla ricerca delle poche pozze d’acque libere dal gelo; e  bianche garzette zampettanti sul ghiaccio perché più agili e leggere, mentre da lontano spiccano, per il loro lungo becco nero e arcuato, gli ibis del Nilo, volatili tutt’altro che autoctoni, probabilmente provenienti da qualche parco faunistico poco lontano, o addirittura, come sostengono in molti, migrati dalla Camargue dove sono stati importati pochi anni fa, con danni all’ecosistema piuttosto intuibili e ora anche evidenti ( Ma questo fa parte di un’altra storia e porterebbe ad altre considerazioni ) ; tutti comunque in perlustrazione, in preda a un’attività parossistica come il loro appetito, attirati dall’abbondanza di inspiegabili ( per loro) tesori marcescenti, offerti dal consorzio umano all’ incanto sottile del ghiaccio, per infima decorazione.

 

 

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Informazioni su emmapretti

Poetessa e scrittrice collabora con numerose riviste italiane e straniere con poesie, traduzioni, recensioni e racconti. Ha pubblicato cinque volumi di poesia. L'ultimo libro è del 2010 " I giorni chiamati nemici" Sefeditrice. Per notizie più ampie e dettagliate rimando alla nota bio-bibliografica inserita all'interno all'interno della mia ultima raccolta di liriche " I giorni chiamati nemici " -Sefeditrice 2010 - Firenze www.sefeditrice.it http://www.sefeditrice.it/scheda.asp?IDV=2441
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2 risposte a Ruscelli on the rocks

  1. fragulliver ha detto:

    Grazie per questa acuta riflessione!

  2. emmapretti ha detto:

    Grazie a te per aver lasciato un commento. Che qualcuno segnali la sua visita mi fa sempre molto piacere. Buona serata 🙂

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