” Peperoni Difficili “

peperoni

Potenza della parola. Potenza delle recensioni. Potenza di un ufficio stampa attento e smaliziato a trovare canali giusti e autorevoli per promuovere la produzione. Risultato: sold out, vale a dire platea e galleria piene come un uovo al punto che la direzione fa lo gnorri e decide, in barba alle norme di sicurezza, di aggiungere ancora alcuni posti dopo l’ultima fila e lungo i due lati. In sala c’è grande aspettativa, ci si aspetta di divertimento, emozioni e spessore intellettuale.

Mi ritrovo mio malgrado ad assistere a uno spettacolo del tutto degno della messinscena pomeridiana di un oratorio salesiano. Eppure la recensione di Simona Spaventa per la Repubblica recitava così : Non è facile trovare una commedia che fa ridere, e parecchio (sic!), mettendo in discussione con intelligenza temi capitali/……..Il quesito se sia meglio mentire a fin di bene o dire la verità a tutti i costi si innesca su situazioni quotidiane e si incarna in personaggi vivi nelle loro opposte, fragili umanità, in una pièce teatrale ben scritta che mescola risata e dramma, di solida costruzione e dialoghi irresistibili (sic!), con quattro interpreti in stato di grazia…-

I quattro interpreti ampiamente sottovalutati danno voce e corpo a un testo che, intorno a un centro d’ispirazione ambizioso aggancia una bigotta visione vetero-cattolica di quelle stesse storie umane che si dipanano con brevissimi e sporadici momenti di umorismo, conditi da predicozzi parrochiali ( sarà forse perché il protagonista è un parroco e tutti i personaggi sembrano appena usciti dal cortile di un’oratorio – scusate se mi ripeto ma proprio non mi riesce di trovare altro paragone ). I drammi sono tutti inquadrati attraverso la pratica della confessione ( letterale) che il personaggio di turno fa al sacerdote che li assolve condendo il tutto con la sua bonomia da sacrestia.

E il pubblico ha riso meno di quanto si aspettava ma alla fine applaude, applaude generoso anche se con un accenno di perplessità irrisolta.

La recensione ha fatto il suo dovere: redatta da un’ imagologa abile e scaltra ha creato una visione mentale della piece che ha finito per sovrapporsi allo stesso spettacolo prima ancora di averne avuto una diretta esperienza visiva, riempiendone le lacune, ricucendo le slabbrature, dando spessore a intenti vecchi e logori, mascherando una morale da beghina. Nessuno degli spettatori ha avuto il coraggio di esprimere alla fine un giudizio contrario a quello che gli era stato proposto dalla recensione.

Mi chiedo come sia mai potuto accadere, tutti ottenebrati senza possibilità di scampo, tutti su Matrix a nostra insaputa? – No, no, sono forse io a non aver capito niente ! Capita, può capitare…Eppure il marito abbandonato dalla moglie che si reca dalle prostitute perché si sente solo ma si sbraccia ad assicurare che poi con  quelle donne lui non c’è andato, non c’è proprio andato, c’era – … E il parroco che al marito abbandonato che fa stalking alla moglie urla che sua moglie è una stronza, è una vera stronza che si è comportata da stronza, ma che lui adesso ( a bassa voce, in tono rassicurante ) la deve dimenticare, anche quello c’era… E la sorella del parroco, giovane e piacente ragazza, partita per l’Africa per offrire il suo contributo alle associazioni umanitarie e poi tornata con patemi d’animo da aspirante santa, giovane piacente e altruista dicevo, che frequenta e illude l’amico spastico del fratello, per poi respingerlo ( senza il minimo ripensamento) gettandogli in faccia che essendo spastico non può avere amore fisico, anche quello purtroppo c’era…Mancava solo qualcuno che definisse l’omosessualità una malattia, facesse una tirata contro l’eutanasia e poi si era al completo.

Peperoni difficili, difficili da digerire com’è universalmente risaputo.

Il tutto condito con una bonarietà che è riuscita a contrabbandare le più trite posizioni della chiesa cattolica senza che nessuno sussultasse sulla sedia. Un modo insinuante e subdolo, ma temo, molto più efficace  di tanti divieti imposizioni ed encicliche; mescolando le carte con bonomia affabile e comunicativa secondo la politica odierna della chiesa, tanto sottile quanto solo un disegno gesuitico poteva esserlo. La vera trovata consiste nello scendere dal predellino e gettare a destra e sinistra manciate di populismo gioviale e di grana grossa così da poter essere afferrato da tutti e da tutti inconsapevolmente assorbito completamente a pori dilatati.

Come supporto a tutto ciò un esercito di Imagologi religiosi, laici, economici e politici  confezionano per noi un Matrix  dando vita a ” ologrammi” verbali ideologici e analitici pre-disposti a quella realtà di cui ci accingiamo ad avere esperienza, sovrapponendosi a essa e distorcendola, mescolandone i contorni d’effettiva concretezza e confondendoci nel giudizio, facendoci applaudire e ridere, acconsentire e credere con l’aria un po’ ebete un po’ perplessa di chi ascoltando una barzelletta  troppo contorta o mal raccontata, sorride e pensa: non so bene se l’ho capita…ma intanto rido per non offendere…

E chi tace acconsente.

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Informazioni su emmapretti

Poetessa e scrittrice collabora con numerose riviste italiane e straniere con poesie, traduzioni, recensioni e racconti. Ha pubblicato cinque volumi di poesia. L'ultimo libro è del 2010 " I giorni chiamati nemici" Sefeditrice. Per notizie più ampie e dettagliate rimando alla nota bio-bibliografica inserita all'interno all'interno della mia ultima raccolta di liriche " I giorni chiamati nemici " -Sefeditrice 2010 - Firenze www.sefeditrice.it http://www.sefeditrice.it/scheda.asp?IDV=2441
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