Il Divin Marchese truffava le assicurazioni ?

sade

Leggevo qualche tempo fa ” In un mondo senza una grande etica non possono esistere grandi poeti” –  Pur considerandola suscettibile di maggiori chiarimenti, condivido sostanzialmente questa affermazione, anche se, ascoltando i notiziari si sarebbe naturalmente più indotti a pensare che un’etica non esiste più, né piccola né grande.

E’ di ieri infatti la notizia di una serie di arresti portati a termine nel cosenzano a carico di persone che per truffare le assicurazioni simulavano e denunciavano incidenti più o meno gravi. Azioni illecite dai risvolti a dir poco agghiaccianti; tra questi infatti è stata individuata una donna 37enne incinta di sette mesi che si sarebbe presentata al pronto soccorso denunciando un incidente e, per rendere tutto più credibile e intascare il premio, avrebbe abortito con l’aiuto di un medico compiacente. Il bambino, nato prematuro ma in buona salute, risulta in seguito morto per non aver ricevuto dal sanitario, d’accordo con la madre, l’assistenza e le cure necessarie. Il decesso del bambino  serviva per ottenere un maggiore risarcimento assicurativo, che la donna si preparava a dividere con l’ufficiale sanitario.  contrassegno-assicurazione-tagliando-auto-on-line

Di fronte a un simile racconto, per quanto scabra ed essenziale possa essere l’esposizione, il coro greco apparso improvvisamente alle mie spalle, avrebbe iniziato a scarmigliarsi in preda a strazianti lamenti, e a strapparsi le vesti urlando al cielo l’orrore e la desolazione di un tale atroce avvenimento. Al contrario io , e presumo la maggior parte di voi, siamo rimasti basiti, inorriditi  ma immobili davanti al televisore, ammutoliti dall’incredulità. 

La giornalista inviata a raccogliere informazioni, ha aperto il suo servizio affermando che “…ci sono fatti che restano incomprensibili a qualsiasi chiave di lettura” – In un primo raccapricciante momento infatti ci si domanda chi possano essere tali persone, quale terra, quale tessuto sociale possa averli generati e/o plasmati dotandoli di un carico di attitudini così abnormi.

Riflettendo mi è parso di scorgere una possibile chiave di lettura, inquietante ma ricorrente al punto da considerarla ormai la cifra che contraddistingue i fatti di cronaca ( anche se non riguarda solo questi ultimi).

Mi è parso di scorgere, dicevo, un possibile sviluppo a questa aberrante rivelazione, all’interno della morale comportamentale implicita nelle opere di #DeSade.

Non intendo riferirmi al sadismo – non comunque quello delle messinscene erotiche e dei giochi sessuali – perché il sadismo strisciante comunque esiste, nelle famiglie, nei luoghi di lavoro, nei rapporti sentimentali e sociali … Piuttosto parlo del timbro comportamentale che ricorre in tutte le opere del Marchese de Sade : l’ #Egotismo – E non uso il termine egoismo perché paragonato al concetto che intendo esprimere, mi pare si presenti come un vocabolo ancora troppo gentile e affabile.

La Juliette del Marchese infatti, si può assumere quale esempio lampante della temuta egemonia della ragione strumentale su quella morale. Questo perché l’Illuminismo allora, la scienza e la tecnica oggi, hanno avviato l’uomo a diventare padrone della natura, correndo il rischio di generalizzare il concetto di dominio a principio di tutti i rapporti, compresi quelli intersoggettivi, concependo la ragione in termini strumentali, e considerando solo l’efficacia del mezzo, anziché  la bontà del fine.

La concezione sadiana dell’eros, dove l’altro è un oggetto, un semplice mezzo per il soddisfacimento, si fa metafora di una società concepita come unione di liberi egotisti, interessati esclusivamente al proprio tornaconto, per i quali gli altri sono tutti sacrificabili e l’Io è onnipotente.

E’ la stessa inclinazione che sviluppa corruzione e malafede nella politica, suggerisce al politicante, in estremo sfregio del cittadino, ad aggiungere ai rimborsi gli acquisti più improbabili (vedi sex-toys); una condotta comportamentale che coinvolge trasversalmente svariate posizioni ideologiche: il guerrigliero non si limita più a combattere e sparare, ma decapita gli ostaggi e usa bambini-kamikaze fatti esplodere a distanza;  induce il padre ad appiccare il fuoco alla casa dove dormono i figli per vendicarsi di un tradimento o di una separazione, spinge un marito ad accoltellare la moglie appena dopo aver fatto l’amore e poi recarsi nell’altra camera per uccidere i due figli ancora piccoli e dormienti, solo per veder realizzata la propria infatuazione per un’altra donna; conduce una giovane a sfregiare e sfigurare con l’acido gli ex-fidanzati o a gettare, nonostante pratiche e strutture di assistenza, il proprio neonato vivo in un cassonetto.

[ Non vi sembra un bell’elenco di calcolate e disciplinate  mostruosità degne di un’opera di Sade ? ]

In sintesi, la nostra Juliette-Sade simboleggia l’autorealizzazione,  il vero totem della nostra epoca, conquistata sulla pelle degli altri.

Dall’orrido messaggio insito nell’opera dello sventurato Marchese si può sperare di trarne una lezione civile, che metta in guardia noi contemporanei di fronte ai pericoli di una società diretta da una ragione come pensiero calcolante, che organizza il mondo ai fini dell’autoconservazione, e indirizzata esclusivamente verso il personale tornaconto, pronto a disintegrare nel modo più crudele (per abbandonarsi in ultimo e non farsi mancare la voluttà dell’aberrazione) chiunque si trovi sul proprio sciagurato percorso.

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Informazioni su emmapretti

Poetessa e scrittrice collabora con numerose riviste italiane e straniere con poesie, traduzioni, recensioni e racconti. Ha pubblicato cinque volumi di poesia. L'ultimo libro è del 2010 " I giorni chiamati nemici" Sefeditrice. Per notizie più ampie e dettagliate rimando alla nota bio-bibliografica inserita all'interno all'interno della mia ultima raccolta di liriche " I giorni chiamati nemici " -Sefeditrice 2010 - Firenze www.sefeditrice.it http://www.sefeditrice.it/scheda.asp?IDV=2441
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