IL VOTO-NO

Specialmente dopo gli ultimi fatti di cronaca e le ultime inchieste, sta sempre più prendendo forma nella mente degli italiani il proposito di non votare rappresentanti che non li rappresentano o politici che risulterebbero addirittura dannosi. Intenzione legittima e comprensibile date le scioccanti rivelazioni, ma quali potrebbero essere le implicazioni di chi non si presenta a votare rispetto a chi va alle urne e dentro la cabina decide di scrivere un grosso NO invalidando così la scheda?
A una prima riflessione il primo atteggiamento – non presentarsi al seggio- sottointende una totale indifferenza nei confronti della politica e apatia rispetto a tutto ciò che viene deciso in ambito amministrativo e governativo, crea un vuoto in cui galleggia solo il disinteresse e lascia campo libero a tutte le altre opzioni e relativi interventi.
Il secondo atteggiamento – scrivere il proprio No – comporta invece la creazione di un movimento di rifiuto rispetto alla realtà presente, un movimento silenzioso eterogeneo ma che si organizza intorno a un’ indignazione che non può scegliere perché al momento non esiste una scelta, tuttavia può comunque opporsi e voltare le spalle ai candidati.
A voi riflettere sulla questione, qui di seguito ri-propongo una semplice testimonianza.

Paolo Valesio

il testo che segue è apparso come articolo col titolo “ASTENSIONE RECORD: Ho rifiutato di votare perché amo la mia Bologna” sul quotidiano on-line ilsussidiario.net del 24 novembre 2014

IL VOTO-NO

Ho già pubblicato, negli anni, un paio di articoli difendendo l’idea di votare scheda “bianca”. Perché mi permetto di tornare sull’argomento? Perché questo tipo di voto, anche se è (in modo più o meno preciso, più o meno frettoloso) menzionato nelle statistiche, è per sua stessa natura un voto senza voce – dico, senza voce pubblica o istituzionale. Lascio ai giornalisti specializzati e ai politologi la cura di commentare le statistiche sul cosiddetto astensionismo; e inoltre la cura di distinguere – distinzione importante – fra chi non si reca a votare, chi depone scheda bianca, e chi annulla la scheda; e mi limito ad abbozzare quella che è sostanzialmente una voce di diario – un “diario in pubblico”.

Bologna e le due torri Bologna…

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Informazioni su emmapretti

Poetessa e scrittrice collabora con numerose riviste italiane e straniere con poesie, traduzioni, recensioni e racconti. Ha pubblicato cinque volumi di poesia. L'ultimo libro è del 2010 " I giorni chiamati nemici" Sefeditrice. Per notizie più ampie e dettagliate rimando alla nota bio-bibliografica inserita all'interno all'interno della mia ultima raccolta di liriche " I giorni chiamati nemici " -Sefeditrice 2010 - Firenze www.sefeditrice.it http://www.sefeditrice.it/scheda.asp?IDV=2441
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