Eroticon

valentinavalentina

Proprio non vorrei dare di me l’immagine di una persona intransigente, severa, rigida e magari un po’ bacchettona, ecco perché ho deciso di affrontare l’argomento dell’erotismo – …ma no, non è vero, non sono poi così assillata dal giudizio degli altri, il vero motivo di queste considerazioni risiede soprattutto nel fatto che  intendo usare questo spazio per contrapporre alla linea corrente la mia netta opposizione a tutti quei prodotti culturali che stabiliscono la tendenza del momento, e con questo mi riferisco all’operazione editoriale di 50 sfumature di grigio di E.L.James  della Mondadori e cinematografica e Nynphomaniac di Lars Von Trier prese come paradigma di un buon numero di altre opere che rispondono più o meno al genere in questione.

La cupezza e la temperatura emotiva di queste e altre produzioni erotiche si rivelano degne di un medioevo tenebroso e dal carattere inquisitore. Sono permeate dal senso del potere e del dominio fisico e psicologico di un individuo sull’altro, e il peggio è che vengono accettate acriticamente e recepite come una sorta di liberazione dell’immaginario più intimo. A questo punto mi chiedo quale immaginario siamo andati sviluppando dagli anni ’90 a questa parte?

Personalmente il tono delle nostre ( se veramente sono nostre e non materiale indotto )  fantasie sessuali mi sta preoccupando.

Mi considero fortunata per il solo fatto di essere cresciuta con i conturbanti coinvolgimenti dei film di Valerian  Borowczyk, regista polacco attivo soprattutto negli anni ’70, e di aver assorbito le sue atmosfere soffuse ed estetizzanti, preludi di abbandoni piacevolmente sconsiderati e liberatori.
Borowczyk ( 1923 – 2006 ) è stato un regista riconosciuto da grandi critici internazionali dai quali fu definito ” un vero genio a cui accadde di essere anche un pornografo ” – Non è vero, la sua produzione di oltre 40 film, non appartenne mai alla pornografia, le sue opere si rivelarono al pubblico come raffinati film erotici, di un erotismo surreale e libertino, dove la rappresentazione del desiderio liberava un appagamento che esaltava e coinvolgeva in modo paritario l’uomo e la donna. Lo spiritello provocante, carnale e malizioso, slegato da pastoie culturali, amava indifferentemente sia le turgidità maschili che la vertigine tumida e pulsante della femminilità esplosa alla sua vista. Le atmosfere, quasi sempre inserite in un impianto storico, umbratile e pervaso da rigidi condizionamenti, vibravano di una licenziosità irrefrenabile.valentina2
L’unica sua colpa fu quella di narrare vicende che condannavano apertamente la morale retriva, fosse di carattere culturale o religioso, finendo per scagliarsi duramente contro l’atteggiamento sessuofobico della religione cattolica, e questo gli costò il deciso intervento della censura da cui i suoi film uscirono in gran parte massacrati.
Nelle sue opere più riuscite – La bestia, Interno di un convento, racconti immorali, tre donne immorali, Emanuelle -non c’è traccia di prevaricazione, sottomissione, schiavizzazione, l’eros accoglie la coppia sbrigliando un desiderio scarmigliato e gaudioso. La sua rappresentazione era lontana anni luce da ciò che ora si trova in circolazione: vale a dire narrazioni letterarie e visive di turbamenti che nascono dall’attesa di punizioni corporali vere, mimate o scherzose (?). Sono prodotti confezionati con una tale ambiguità da indurre le donne a considerare piacevole una punizione che castiga il possesso della loro sessualità.
Il peggio è che l’universo femminile acriticamente si adegua a tutte queste sollecitazioni scambiandole per espressione della propria volontà finalmente liberata dall’autocensura, mentre in realtà vengono loro presentati suggerimenti erotici scaturiti esclusivamente dall’immaginario maschile e calzanti la loro spinta di sopraffazione e degradazione della figura femminile [ se come afferma Freud, l’uomo per sentirsi potente deve umiliare l’oggetto del suo desiderio – (ma anche questo appare in ultima analisi come una distorsione di matrice culturale) ]
Cercando di andare più a fondo, oltre la superficie plastificata dei sex toys e il morso di lacci di cuoio,in questa tendenza scorgo con una certa nitidezza qualcosa di più e più inquietante: il tentativo, per esempio, di restaurare quegli antichi ruoli che sembravano ormai scalzati via, di riappropiarsi di aree di dominio fisiche e psicologiche, la volontà di un maschilismo mai sopito di rinchiudere la donna dentro i cancelli dell’eterno giardino del sacrificio e del castigo, creato ad hoc per farle scontare il ” suo” peccato originale.
Poche sono le voci che si sono alzate in questo senso, per la gran parte le donne aderiscono con una curiosità che rischia di invischiarle, e lo fanno perché in fatto di erotismo non sanno che cosa vogliono, non l’hanno mai saputo, ed è del tutto naturale: per millenni sono state costrette a sopprimere desideri e fantasie, vuoi per evitare gravidanze indesiderate e la gogna pubblica, vuoi per non rischiare di cadere tra le braccia del diavolo nel su torrido inferno lussurioso.
Appare chiaro che l’universo femminile a tutt’oggi si limita ad accogliere suggestioni da un mondo esterno che mostra di non accettare ancora, da parte delle donne, una loro genuina impronta in campo erotico ( e non solo ). A questo proposito intendo segnalare l’intervento di Gianluca Nicoletti -@Melognicoletti – conduttore della trasmissione radiofonica Melog in onda alle ore 12 su Radio24, che più volte ha sollevato l’argomento invitando in studio e attraverso interviste telefoniche un gruppo di donne intenzionate a produrre film erotici rivolti alle donne. In effetti però dalle loro parole si ricava un punto di vista piuttosto vago e i propositi rimangono sostanzialmente confusi; questo porta a pensare che difficilmente il progetto porterebbe a un vero cambio di rotta dal punto di vista dell’espressione sessuale. La ritengo comunque un’iniziativa da non abbandonare, anzi suscettibile di adesione, ricerca e approfondimento sia in campo intimo e personale che espressivo. Solo dedicando progetti e un certo impegno la femminilità riuscirà a scoprire verità su se stessa, interrogandosi con sguardo che sappia andare controcorrente e osservando con occhi vigili ciò che la società e i cultural-makers ( in stragrande maggioranza uomini ) propongono loro.
Si tratta di un appello e un chiaro invito quello che lancio.
Da parte mia non smetterò mai di oppormi strenuamente, instancabilmente contro tutte le sfumature di grigio, di viola o di beige, perché io invece adoro il verde.

verde

Link Copertina e immagine : https://www.google.it/webhp?sourceid=chrome-instant&ion=1&espv=2&ie=UTF-8#q=valentina%20di%20crepax%20foto

Link biografia e filmografia: http://www.mymovies.it/biografia/?r=1475
di Valerian Borowczyk
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http://www.mymovies.it/filmografia/?r=1475

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Informazioni su emmapretti

Poetessa e scrittrice collabora con numerose riviste italiane e straniere con poesie, traduzioni, recensioni e racconti. Ha pubblicato cinque volumi di poesia. L'ultimo libro è del 2010 " I giorni chiamati nemici" Sefeditrice. Per notizie più ampie e dettagliate rimando alla nota bio-bibliografica inserita all'interno all'interno della mia ultima raccolta di liriche " I giorni chiamati nemici " -Sefeditrice 2010 - Firenze www.sefeditrice.it http://www.sefeditrice.it/scheda.asp?IDV=2441
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4 risposte a Eroticon

  1. Ciao Emma,
    ho letto con molta attenzione il tuo post sulle derive di una certa letteratura erotica e anche in questo caso, come nel tuo precedente post, secondo me hai centrato il punto.
    Sono abbastanza disorientata di fronte ad un fenomeno che, come tu hai sottolineato nel tuo pezzo, mostra la sessualità femminile come tutt’altro che un incontro tra un uomo ed una donna, una fusione, uno scambio in forma direi paritaria. Se prima negli anni ’70 la liberazione della donna ha portato ad esprimere e a gridare la propria sessualità al cinema al costo delle censure, ora questo tipo di letteratura erotica vuole soltanto dimostrare che una certa parità acquisita ed accettata dall’uomo, in realtà confina il desiderio femminile e fa in modo che esploda solamente nella sopraffazione, nel sadismo, in forme in cui la prevaricazione maschile sopita possa tornare prepotente. Ma la cosa ancora più grave che emerge da questa “letteratura erotica” è che risulta sdoganata proprio dalle donne stesse, che sembrano accettarla passivamente. Ma cosa vuole veramente la donna, non si riesce a capire.
    Se in parte non subisce umiliazioni nella vita sociale deve subirle nella letteratura erotica, nella fantasia di chi? Sotto c’è una forte questione culturale, un abisso, un vuoto.
    In fondo questa scrittrice delle ” Cinquanta sfumature di grigio ” non fa che ripresentare il modello della donna a disposizione dell’uomo, la donna infermiera e il premio finale e poi l’amore dell’uomo, conquistato al prezzo della sottomissione.
    Che tristezza dopo anni di lotte e la questione culturale è fondamentale e il messaggio che ne deriva è: l’equazione rapporto fisico uomo/donna è il prodotto del pensiero dominante maschile di cui la donna è strumento passivo ed è anche convinta di volerlo, non so mi sembra un ritorno indietro, una paura di un confronto ad armi pari.
    Sicuramente penso esista anche un rapporto stretto tra la recrudescenza dei femminicidi e la libertà della donna, con l’incapacità dell’uomo di accettare nei fatti la libertà e l’abbandono da parte della propria compagna.
    Discorso molto interessante che meriterebbe davvero un dibattito a più voci, per scardinare questi ultimi esempi di “letteratura erotica”.
    E poi il desiderio femminile è qualcosa che fa molta paura all’uomo e la donna stessa finisce per accettare lo stereotipo corrente, diventandone l’artefice.

    • emmapretti ha detto:

      Ti ringrazio di cuore per l’intervento così ben costruito da risultare come naturale complemento al mio post. La realtà ci circonda con forze di natura ambigua e oscurantista che tendono ad annullare le conquiste precedenti. Per questo ti chiedo di unirti a me nel divulgare questi concetti e riflessioni e di non abbandonare quelle donne che intendono, come ho scritto, indagare la sessualità femminile liberandola, per quanto possibile, dagli orpelli di una visione maschile,
      Purtroppo oggi la poesia è un genere troppo marginale per poter incidere in questo senso, – anche se alla luce del fenomeno penso di riprendere la produzione di poesie erotiche.
      Mi farebbe piacere comunque averti al mio fianco per riuscire ad allargare il discorso coinvolgendo altre donne; perché la gestione della sessualità coinvolge anche i rispettivi ruoli all’interno della coppia, della famiglia e della società.
      Ciao e spero a presto! 🙂

  2. Sono assolutamente d’accordo con te, e mi avrai al tuo fianco nel pensare di coinvolgere anche altre donne in questo tema così importante. Tu sei seguita molto più di me e forse sei anche su altri canali sociali, ma vedremo di parlarne in ogni caso. La realtà è proprio oscurantista e sembrano davvero annullate le conquiste precedenti!
    Ciao a presto!

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