Economia del bosco

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Luogo concreto e luogo della mente, topos letterario e comune a tutte le culture, Il Bosco è qui tema dominante, visivamente e allegoricamente declinato in tutte le sue possibili implicazioni, reali, metaforiche, materiali e simboliche.
E’ da questo nucleo generativo comune che si diramano testi di varia lunghezza, disposti a formare un libro strutturalmente compatto, obbediente a una strategia testuale fatta di echi, di rimandi, di richiami interni atti a creare una fitta, intricata ma ordinatissima rete di corrispondenze.
Economia del bosco va inteso allora come un’immersione nella vita senza tempo di una fresca natura ma insieme come una discesa negli strati più profondi della terra, nei suoi segreti inafferrabili.
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Da questa, come da altre intense suggestioni, nasce una poesia che tesse legami tra passato e presente, tra evasione idillico-arcadica e violenta intrusione della Storia e del Progresso. Un intreccio di sconfinamenti, ” una complicità che dirama / labile e sarmentosa ” investono direttamente il linguaggio, talvolta forzato sul piano della norma ortografica.

Cinzia Monti

Rovi
I rovi sono il veleno del bosco
la riserva di dolore
a cui attinge la vita
che cresce sospirando.
Non c’è stagione che li soffochi
non demordono mai,
neppure d’inverno quando alcuni
sommamente spavaldi rapidi
e ingiuriosi finiscono per fiorire,
colpiti da una forza che ha valore
di seduzione.
Eppure a rovi intrecciati
scoprivamo tesori e proteggevamo
le nostre scoperte
– eccezzionali scoperte –
il nostro passo non era mai
pesante.
Ne saggiavamo col dito la punta
adagio, aumentando ogni volta
la pressione per capire fin dove
era possibile sopportare.
A queste piccole torture
rispondeva il silenzio
di un ragno appeso al filo.
Con poco stupore e molto rapimento
il cielo non schiaccia il ragno
lo lascia dondolare appeso alla bava
regalandogli cangianti vibrazioni
d’arcobaleno.
Gli permetteva di accogliere
la vita e il suicidio
la morale e lo scempio,
di trastullarsi nel dondolio
mentre posavamo la guancia
al gomito dell’albero
infestato dall’edera
assediato dai rovi
che colonizzavano i suoi anni.

Scrupolo

Per scrupolo il cielo non fruga nelle selve
lascia che inghiottano cavalieri
senza restituirli.
Come frigoriferi autunnali
li riempie di frutti,
come cassapanche primaverili
straripano di biancheria fresca.
In esse a ciascuno la sua dimora
e la sua perdizione:
il mostro e la meraviglia
la forza del rigoglio e l’abete marcio,
forse non si conoscono ma sospettano
la complicità che dirama
labile e sarmentosa
un intreccio di sconfinamenti.

Morso di lupo

La notte che le stelle giacquero
m’insegnarono il male.
Se ne stava col pelo ritto
fuori dalla porta
e bestemmiava se stesso.
Io proprio non capivo
dove ruzzolassero le sue parole,
fuori dalla fosca cortina della nebbia.
Gobbo mi sembrava e straricco
e rapido a sparire
lasciando come traccia solo l’impronta
della propria lingua.
Rappresentava il lupo la civetta l’avvoltoio
o una colomba supersonica di fuoco
– tutte le disumane difformi apparenze.
L’unico colpevole rimasto
con gli occhi roteanti nelle orbite vuote
mi raccontò del suo bosco perfetto
dove si raccolgono solo funghi velenosi.

Da Economia del bosco, Emma Pretti, Caramanica Editore, ottobre 2002

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Informazioni su emmapretti

Poetessa e scrittrice collabora con numerose riviste italiane e straniere con poesie, traduzioni, recensioni e racconti. Ha pubblicato cinque volumi di poesia. L'ultimo libro è del 2010 " I giorni chiamati nemici" Sefeditrice. Per notizie più ampie e dettagliate rimando alla nota bio-bibliografica inserita all'interno all'interno della mia ultima raccolta di liriche " I giorni chiamati nemici " -Sefeditrice 2010 - Firenze www.sefeditrice.it http://www.sefeditrice.it/scheda.asp?IDV=2441
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