Pistorius

Considero Oscar Pistorius, nella sua vicenda umana e pubblica, una figura che presenta risvolti profondamente nazisti. Il suo destino sembra essere contrassegnato, nel bene e nel male,da una brama superlativa di dimostrazione di potenza. Dal pesante handicap alle vittorie nella corsa, tutto si muove sotto il segno del “trionfo della volontà” di un uomo che prima affronta indomito come la parete di una scogliera il mare in tempesta, poi man mano assimila la consapevolezza della propria forza, l’assorbe, ne metabolizza la sostanza fino a procurarsi due nuove gambe di titanio che finalmente lo completano, e con queste sfida i normo-dotati e vince, segnando così il confine e la venuta di un uomo nuovo, dai caratteri indistruttibili.
Conquista una fulgida bellezza dalle pure e incontaminate fattezze nordiche ( neanche una goccia di sangue negroide scorre nelle sue vene) e poi l’annienta in un delirio di volontà di possesso.
In seguito vengono trovate nel suo appartamento sostanze proibite ( steroidi illegali) e un’inquietante mazza sporca di sangue ancora da definire.
Le sostanze suggeriscono pratiche in uso ormai quotidianamente dagli sportivi e quasi obbligatorie in un settore che spesso sconfina nel torbido ( tali sono gli atleti prodotti da questa industria dello sport: indiscussi, intemperanti, alterati e alleggeriti dai propri limiti attraverso sostanze proibite – e nonostante tutto ammirati e stimati).
Alla fine Pistorius piange e forse mente sul suo atto omicida, trasuda dolore come le rocce di uno strapiombo da cui si gettano le sorgenti – Un totem gettato a terra dalla mano di un Dio che si è incarnato e ha  mostrato un volto  più debole e umano del suo, chinandosi per arrivare a conoscere il dolore l’umiltà e la compassione.
Un totem abbattuto ma ancora intero, al cui cospetto la massa, la folla di omuncoli, di umarelli, indietreggia esclamando sgomenta e mormora timorosa – Ancora incute soggezione.
Sarebbe piaciuto a Hitler e Leni Riefenstahl.

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Informazioni su emmapretti

Poetessa e scrittrice collabora con numerose riviste italiane e straniere con poesie, traduzioni, recensioni e racconti. Ha pubblicato cinque volumi di poesia. L'ultimo libro è del 2010 " I giorni chiamati nemici" Sefeditrice. Per notizie più ampie e dettagliate rimando alla nota bio-bibliografica inserita all'interno all'interno della mia ultima raccolta di liriche " I giorni chiamati nemici " -Sefeditrice 2010 - Firenze www.sefeditrice.it http://www.sefeditrice.it/scheda.asp?IDV=2441
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4 risposte a Pistorius

  1. masticone ha detto:

    io ho conosciuto personalmente Pistorious
    Devo confessare che di persona ho avuto di lui un’impressione straordinariamente positiva. Insomma il classico ragazzo che presenteresti alle tue figlie per dir loro: ecco io voglio uno così!

    Cosa voglio dire?
    che il matto prende a tutti, soprattutto agli insospettabili. Che non esistono regole e che si può prevedere ben poco di ciò che altri umani possono o non possono fare
    La vicenda Pistorious non si ferma solo a lui purtroppo. Io da quando è successo sono entrato in crisi con me stesso.
    La domanda è sempre la solita: Perchè non ho capito che poteva fare cose simili?

  2. emmapretti ha detto:

    Premesso che ogni persona presenta sempre di sé stesso solo la parte migliore finché l’altro non è pronto ad accettare anche i nostri difetti, e non è detto che una conoscenza arrivi per forza a questo stadio – Pistorius si presenta come una persona abituata a esercitare la forza di volontà fino a superare i limiti propri e addirittura umani, cancellando il concetto di rassegnazione e accettazione.
    Se l’esercizio della volontà costruisce la nostra forza, la consapevolezza dei propri limiti ci rende saggi. Entrambe queste valenze, anche se antitetiche, vanno coltivate per non rischiare di sviluppare una personalità decisa a imporre costantemente sé stessa.
    Sono portata a supporre comunque, che certi tratti caratteriali possano venire influenzati o eccitati
    da quelle sostanze che sono (quasi) pratiche normali oggi nello sport e certe reazioni possono essere imputate anche al loro uso.
    Ho davanti agli occhi l’immagine di un quadro dove Pietro il Grande accasciato a terra abbraccia il corpo del figlio che lui stesso ha ucciso: un terrore esangue lo pervade e gli occhi spalancati restano fissi contemplando l’abisso. Lo spettatore avverte un orrore misto a pena.
    La stessa cosa provo per Pistorius adesso che sta fissando la voragine che lui stesso ha aperto.

    Ti ringrazio per il commento che mi ha permesso di aggiungere ancora qualche spunto sull’argomento.
    Ciao, Emma

    • masticone ha detto:

      Non sono proprio d’accordo sulla prima parte del tuo ragionamento. Tu parti da un postulato che non vale sempre e comunque. Le persone non cercano di piacere sempre a ogni costo come credi tu. Le persone spesso interagiscono come possono quando possono soltanto essendo se stessi. Come sto facendo ad esempio io con te adesso. Non cercò di piacerti a ogni costo può succedere o non succedere non mi pongo il problema. Pistorious non ha cercato di sedurmi ne’ io ero affascinato da cose che non fossero hic et nunc.
      Questa precisazione solo per chiarire meglio il senso della mia risposta: io non ero sotto alcuna fascinazione occulta. Semplicemente mi sembrava una bella persona. Tutto qua

  3. emmapretti ha detto:

    Non parlavo assolutamente di seduzione e/o fascinazione, ma converrai che la conoscenza di una persona passa per diversi stadi e livelli, e non tutto è subito visibile.
    La mia esperienza personale, inoltre ( parlo solo per me ) mi insegna che una prima ottima impressione spesso in seguito viene delusa ( ma anche no ).

    [ Neanch’io mi sforzo di piacere e di attirarmi simpatia, diversamente non scriverei post come quello su Pistorius, che per la sua condizione rappresenta una patata bollente ] .

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