Quentin Tarantino/ Edmondo De Amicis

Potrà sembrare un parallelo bislacco e forzato, ma considero Tarantino un pronipote, in linea piuttosto diretta, di E. De Amicis.
Senza dubbio tra i due esistono numerose passaggi intermedi, altre tappe di narrazione popolare – fumetti, b-movie ecc..- ma mi pare di intravvedere alcune curiose linee di convergenza.
Tenuto conto delle debite differenze relative ai due campi – letterario uno, filmico l’altro – ed eludendo volontariamente le peculiarità intrinseche dei singoli linguaggi, nelle direttive e negli intenti narrativi le due figure stranamente finiscono per coincidere.
Innanzitutto la direzione: entrambi si rivolgono a un pubblico giovanile e di questo pubblico conoscono dettagliatamente il linguaggio, gli stilemi dell’estetica visiva e/o letteraria, i moduli espressivi.
Ogni singolo racconto di De Amicis mirava a illuminare ed esaltare, attraverso calibrati accorgimenti e ritmi, le virtù civili e morali dell’individuo. La tecnica cinematografica di Tarantino è sofisticata, perciò non si può parlare di imbarbarimento. Al contrario, per mezzo di questa tecnica il registra veicola dei valori tutt’altro che disprezzabili: i malviventi sono palesemente degli sfigati e la droga un direttissimo per la morte (Pulp fiction), le donne sono esseri combattivi e forti, protagoniste a tutti gli effetti (Kill Bill), condanna dei razzismi ( nazisti-ebrei, bianchi e neri ) il tutto a tinte forti e senza sfumature né sottili colpi di pennello, piuttosto una grana grossa subito comprensibile e che non lasci adito a equivoci.
Gli stessi schemi semplificati e di rapido e sicuro impatto li ritroviamo nel libro Cuore, dove la prevedibilità e personaggi senza sfaccettature vengono usati come preparativo alla comprensione.
Si potrebbe obbiettare che Tarantino fa della violenza un elemento estetico forte, ma eventi tetri, patetici, violenti, tragici e commoventi, venivano proposte ai ragazzi proprio lungo le pagine del libro Cuore. Gli episodi erano strutturati in modo da suscitare sempre un impatto emotivo che si radicasse nella memoria.
La violenza di Tarantino è sempre gonfiata e ridondante, e il più delle volte scoppia come una bolla di sapone perché, dove De Amicis si serviva dello struggente e del miserevole, il regista infarcisce con un’ironia che a trattai suona più come una presa per i fondelli – altro elemento questo particolarmente apprezzato dal pubblico giovanile.
Come De Amicis non aveva alcuna necessità di scansare la retorica del patetismo e del drammatico, anzi aderendo completamente alla poetica dei feulleiton e del melodramma tanto amati nella sua epoca, seminava a piene mani situazioni disgraziate, miserevoli e sanguinose da cui si ergevano le virtù nobili, eroiche e compassionevoli dei protagonisti – così anche in Tarantino possiamo parlare di un ampio uso della retorica legata a prodotti della cultura popolare (intrighi da bestsellers, fumetti,b-movie, violenza fracassona e gratuita)con voluta sovrabbondanza ed esagerazione di tale immaginario comune.
Il libro Cuore aveva il chiaro scopo di insegnare ai giovani cittadini del Regno Unito le virtù civili e morali più nobili; nell’era della globalizzazione il concetto di regno unito va senz’altro ampliato fino alle estreme conseguenze, usando quell’immaginario collettivo che presenta caratteri mondiali, elementi formali unificati che possano diffondersi a raggiera.

Questa mia breve riflessione non vuole per nulla svilire l’opera di Tarantino, tutt’altro – e non si sentano svalutati gli adulti che apprezzano il suo modus narrativo e filmico, la tecnica e il gioco dei rimandi e delle citazioni; una miscela di elementi spettacolari e comunicativi coi quali riesce a diffondere concetti validamente universali tenendosi lontano da prolissi e noiosi predicozzi alla Spike Lee ( di cui ha notoriamente suscitato critiche e polemiche ). Ottenendo uno stesso successo di pubblico De Amicis riuscì a diffondere quei valori che fecero da collante per una società civile italiana che ha retto finora, con qualche caduta qui e là, ma ha retto.

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Informazioni su emmapretti

Poetessa e scrittrice collabora con numerose riviste italiane e straniere con poesie, traduzioni, recensioni e racconti. Ha pubblicato cinque volumi di poesia. L'ultimo libro è del 2010 " I giorni chiamati nemici" Sefeditrice. Per notizie più ampie e dettagliate rimando alla nota bio-bibliografica inserita all'interno all'interno della mia ultima raccolta di liriche " I giorni chiamati nemici " -Sefeditrice 2010 - Firenze www.sefeditrice.it http://www.sefeditrice.it/scheda.asp?IDV=2441
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