Racconto in un palmo di mano

Pochi minuti dopo il suono della sveglia, intrecciava il suo respiro leggero al mio, perlustrava il mio viso sfiorandolo delicatamente, ne inalava l’aura, le vibrazioni. Si ritraeva sconcertato per poi riprendere. Ispezionava le pieghe del volto con amorosa comprensione, registrava ogni smorfia. Non capiva perché trovassi così difficile alzarmi, perché odiassi così tanto la mia vita. Facevo finta di ignorarlo. Ignoravo un sacco di cose al tempo trovandole sgradevoli: lasciavo che il campanello suonasse più volte prima di alzarmi ad aprire – chi veniva a trovarmi visto che non volevo incontrare proprio nessuno? -.  Il telefono mi bucava la pelle, bruciava dentro le orecchie fino a che mi alzavo, sollevavo la cornetta e senza pronunciare una sillaba, la sbattevo giù – Lui dal salotto mi guardava incredulo, lanciandomi affettuoso una sfilza di domande mute. Mi muovevo come un automa. Senza lacrime né allegria. Senza attenzione. Senza un briciolo di partecipazione – neanche verso il suo sguardo, abbandonato docile al buon calore protettivo delle giornate, accoccolato in un dolce deliquio perso dietro una melodia ignota, che avrebbe volentieri condiviso con me, ma non sapendo come riservava a una mosca sul vetro, divertendosi un mondo a rincorrerla fin dentro il lavandino in un gioco di inseguimenti e rimbalzi. Buffe tecniche di conquista. Cercava di convincermi a salire sul suo carro con affettuosi richiami – ma un oboe notturno mi stordiva con un suono che rimbalzava su rocce nere e congelate.

I pranzi, le cene, il cuore sempre più lento, il corpo sempre più freddo – e la premurosa sentinella abbandonò il suo compito scomparendo dentro le pieghe di una tenda.

Adesso che non c’è più nessuno a sorvegliare il mio risveglio e un altro gatto si accuccia al bordo del letto e guarda con occhio fisso il vuoto impenetrabile , provo acuta malinconia per la cenere sparsa a piene mani  con cecità detestabile e incurante, e comprendo quanto grave sia la colpa dell’indifferenza al mondo.

( Un ricordo sempliciotto che mi sforzo di non cancellare)

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Informazioni su emmapretti

Poetessa e scrittrice collabora con numerose riviste italiane e straniere con poesie, traduzioni, recensioni e racconti. Ha pubblicato cinque volumi di poesia. L'ultimo libro è del 2010 " I giorni chiamati nemici" Sefeditrice. Per notizie più ampie e dettagliate rimando alla nota bio-bibliografica inserita all'interno all'interno della mia ultima raccolta di liriche " I giorni chiamati nemici " -Sefeditrice 2010 - Firenze www.sefeditrice.it http://www.sefeditrice.it/scheda.asp?IDV=2441
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6 risposte a Racconto in un palmo di mano

  1. paola ha detto:

    I gatti…meravigliose creature. Bellissimo post

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