“Assurde Presenze Perfette” senza titolo

Quando nel 1995 presentai la raccolta Assurde Presenze Perfette, tra il pubblico in sala una ragazza alzò la mano e chiese a bruciapelo ” Perché le poesie del libro sono tutte senza titolo”. Rimasi un po’ spiazzata riguardo a una scelta che era stata del tutto istintiva. Sorrisi e abbozzai una risposta che suonò subito inadatta e incompleta, sia per me che per lei.

Finita la lettura delle liriche, mentre si esauriva il rito delle complimenti e delle strette di mano, un signore mi si avvicinò per dirmi che la poesia del gatto nero l’aveva toccato particolarmente perché gli ricordava l’atteggiamento che le persone ( tra cui anche medici ) dimostravano nei confronti di suo figlio,  un bambino cerebroleso. Il commento mi toccò e commosse; in un attimo mi fu subito chiaro il motivo per cui avevo optato per componimenti senza titolo: volevo che quelle poesie fossero il massimo dell’evocazione e della compenetrazione dell’esperienza del lettore con l’ispirazione poetica da cui nascevano e desideravo galleggiassero liberi nel regno delle possibili interpretazioni senza alcuna impostazione di rotta da parte mia, come può esserlo un titolo –  Ma era troppo tardi, non potevo replicare alla ragazza che nel frattempo era uscita forse un po’ delusa; come sempre la risposta giusta arriva quando non puoi più esprimerla.

Ora qui ne ripropongo un assaggio, e poiché sono componimenti di pancia e di cuore, più complessi di quanto non appaiano di primo acchito, leggeteli e, se decidete di soffermarvi, fateli vostri.

Quando un gatto randagio gratta alla nostra porta

non sappiamo mai se farlo entrare

pensiamo porti le pulci o qualche maledizione

sparsa per l’aria che non possiamo evitare.

Ma il gatto vuole restare solo con noi

un po’ di tempo, scaldarsi in nostra compagnia

mangiare, senza dirci da dove viene

né dove andrà. Foglio di carta tra vento e vela

che nessuno raccoglie.

La sua presenza è un tratteggio, una pausa.

Il silenzio, il suo viaggio segreto

è un taglio d’oro sopra i suoi occhi che non fissano a lungo

e ci lasciano sempre orfani di qualcosa

un po’ come quei grandi amori

che non ci appartengono mai.

 

 

Le conchiglie mi fanno sempre pensare a oro perso

abbandonato ai confini di un sogno che ci piace dimenticare.

Non ci sono parole per dare base al tempo,

ma l’aria chiara ha il tema suggestivo della perla

e nel tentativo di essere uno specchio

( almeno il frammento di uno specchio fantasma)

che riporti queste case consapevolmente incustodite

ai loro giorni di ponente,

la gola si apre a un sospetto di languore

come allentata sotto la spinta di una passione

troppo forte, e rapisce questa voce.

 

 

I compagni del mio ozio sono il bianco e il nero;

il bianco, come una benda, si costruisce intorno al capo,

ingombrante, mitico come il liocorno

in pittura, come in natura, pronto a patrocinare

ogni fusione con la luce.

Il nero così ristoratore e descrittivo

nel suo impasto di sogni notturni,

convincente e credibile molto più della mia anima

– devastata dalle metamorfosi –

apre un varco sensibile

come una tomba:

ed è l’ombra morbida di Dio.

 

 

Quando un’assurda presenza è perfetta

un piccolo dio deve averla creata

un piccolo dio che dice:

Sono facile

sono felice

Dove le oscure energie sono tortuose

come una musica rimango

tradotto a fronte

in sette lingue.

 

Le liriche sono tratte dalla raccolta  Assurde Presenze Perfette, Giardini editore, Pisa 1995.

Il volume è disponibile su  http://www.ibs.it/ser/serfat.asp?site=libri&xy=Emma+Pretti

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Informazioni su emmapretti

Poetessa e scrittrice collabora con numerose riviste italiane e straniere con poesie, traduzioni, recensioni e racconti. Ha pubblicato cinque volumi di poesia. L'ultimo libro è del 2010 " I giorni chiamati nemici" Sefeditrice. Per notizie più ampie e dettagliate rimando alla nota bio-bibliografica inserita all'interno all'interno della mia ultima raccolta di liriche " I giorni chiamati nemici " -Sefeditrice 2010 - Firenze www.sefeditrice.it http://www.sefeditrice.it/scheda.asp?IDV=2441
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3 risposte a “Assurde Presenze Perfette” senza titolo

  1. chocolate tales ha detto:

    Quando un’assurda presenza è perfetta c’è poco da fare, tranne che arrendersi.

  2. Giusy ha detto:

    Sono tutte stupende! Brava Emma, volevo sceglierne una che mi piacesse di più, ma è impossibile. Mi piacciono tutte 😉 Giusy

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