Missing

Tra pochi minuti

morderà la ghiaia

eviterà una pozzanghera

si chinerà a raccogliere

le chiavi.

Tra un attimo

imboccherà la scala,

scrollerà l’abito bagnato

si fermerà sulla soglia.

Il raggio di un fanale sul vetro

basta per dissolverlo:

ombra inghiottita dall’angolo

scarpa senza impronta.

Finestre sprangate

visioni che fuggono gli specchi,

muri puntellati dalla speranza

che teme di rivelare se stessa.

– Si comincia con l’abbandonare

i piccoli gesti dedicati,

cercando di non pensarci troppo.

Pulire per terra, scopare via

sassetti e pagliuzze che cricchiolano

sotto i piedi,

piegare, spazzolare, svuotare.

Accarezzare gli oggetti riposti

chiusi, impilati.

Che tutto sia pronto per l’uso,

– per chissà quale uso.

Convinti che la speranza sia troppo

( non vogliamo essere goffi

la speranza ogni volta delusa

è come una pioggia di rasoiate)

si confida senza ammissione

nell’intima, misteriosa

superstizione delle cose, nell’arcano

potere del loro richiamo.

Una sottile cantilena di schiocchi

sibili, crepitii – stacchi, fischi

impastati di silenzio.

Come un vento continuo che urta

a tratti le catenelle del sonno.

Si alzano udibili a metà della notte

fino a un’ora prima dell’alba.

Lasciamo fare convinti che possano

percorrere domini inaccessibili,

catturare passi inarrivabili e

ricondurre verso casa.

– Finché anche il buio deposita,

il silenzio disteso abbandona le vibrazioni

e gli oggetti esausti giacciono negli angoli,

dentro i cassetti, accolgono un filo di polvere

si concedono all’uso dell’immobilità.

Il pensiero non se ne va mai

ma diventa diverso,

non è più pensiero:

un peso da cui sgusciare fuori

per ritrovarselo come un mattone

a pesare nella tasca, toccarlo,

sentire che trascina via:

e questo è un bene.

– Tempo ne è passato, e il potere

cinetico esaurito. Gli oggetti

richiamati al lavoro, risvegliati al dovere,

non rispondono.

Si lasciano spostare, rinchiudere,

disporre in alto, lontano dalla nostra vita.

Accettano con sollievo di essere

premurosamente rimossi

e lasciati in pace.

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Informazioni su emmapretti

Poetessa e scrittrice collabora con numerose riviste italiane e straniere con poesie, traduzioni, recensioni e racconti. Ha pubblicato cinque volumi di poesia. L'ultimo libro è del 2010 " I giorni chiamati nemici" Sefeditrice. Per notizie più ampie e dettagliate rimando alla nota bio-bibliografica inserita all'interno all'interno della mia ultima raccolta di liriche " I giorni chiamati nemici " -Sefeditrice 2010 - Firenze www.sefeditrice.it http://www.sefeditrice.it/scheda.asp?IDV=2441
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