Il varano chiede aiuto

Sabato sera, ordinaria penuria televisiva: trecento canali e un cazzo da vedere. Premo sul telecomando tutte le freccette possibili e  scherzo, cercando di nascondere un sordo malumore. I canali scorrono sotto le mie dita finendo di accapigliarsi tra di loro. Reti televisive gratuite e a pagamento sbracano in un bazar di colori smaglianti per offrire tutto il repertorio delle loro miserie intellettive.

Rai: un’interminabile sagra di paese con tutte le sguaiatezze e pacchianerie del caso. I dialetti da caricatura, così come l’italiacano di speaker e presentatori, sono le cose più godibili.

Mediaset: finalmente, senza che ce ne accorgessimo, qualcuno ha risolto le lacune della legge Merlini trasformando gli studi di Mediaset in un bordello senza precedenti.

La 7 : un contenitore tutto fuorché visivo – uditivo, olfattivo se volete, ma per gli occhi una mano santa – potete chiuderli tranquillamente tanto non servono.

Reti Sky: con la sua programmazione  capillare intessuta a un sottomondo di opzioni che ti fanno sentire una cavia nel labirinto mediale, prima o poi ci caschi dentro.

Infatti folleggiando sul telecomando in preda a un’ebrezza psicotica, aggancio NatGeoWild; mi fermo alcuni secondi di prova e ci resto.

Inquadratura iniziale sulle rifritte stoppie della savana, inermi e desolate che non conoscono alito di vento – …adesso ci scappano i soliti leoni che si accoppiano – penso. Invece arriva a bucare lo schermo con occhio vivace e sconsolato, un piccolo varano che punta il muso ( simpatico devo dire ) alla telecamera mentre tenta di sgusciare via da una ridda di umani.

Il piccolo varano delle sabbie, tastato da mani autorevoli, girato e rigirato, si ritrova dopo pochi secondi con una cintura di adesivo nero che blocca una minuscola telecamera piazzata sulla schiena. Appena riesce a filarsela abbiamo modo di vedere come intorno a lui si aggirassero quattro uomini eccessivamente curiosi: un vecchio studioso claudicante attorniato dai suoi assistenti, di cui uno tiene in mano una parabola con cui monitorerà tutti i movimenti del varano, ormai inabissatosi nelle sabbie rossicce di quella landa desolata.

Incupita e di malumore mi chiedo semplicemente perché.

Perché l’animale è stato caricato di un fardello sofisticatissimo pronto a spiare una vita primaria ed essenziale? Perché un gruppo di uomini in forze, e anche piuttosto attraenti, vogliono passare le giornate a rincorrere lucertoloni dall’Australia alla Thailandia, per finire la sera a sbronzarsi in qualche bettola degli angiporti di Singapore ( fa tanto Lord Jim ). Perché le università americane continuano a finanziare ricerche sugli animali che hanno molto più delle sevizie piuttosto che dello studio con seri obbiettivi? E gli animali c’entrano veramente o servono solo a collaudare in situazioni estreme telecamere a raggi infrarossi, sensori, radio trasmettitori infilati sottopelle, collarini a impulsi elettronici ecc…?

E poi ne fanno un documentario – e poi ce lo vendono – e noi lo guardiamo imbambolati e stupefatti come bambini un po’ tugni, esclamando ” hai visto” ” ma guarda” ” però…” – Mentre il varano allunga il muso come per bucare il teleschermo con una disperata richiesta di aiuto negli occhi – occhi antichi e i più svegli dei nostri.

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Informazioni su emmapretti

Poetessa e scrittrice collabora con numerose riviste italiane e straniere con poesie, traduzioni, recensioni e racconti. Ha pubblicato cinque volumi di poesia. L'ultimo libro è del 2010 " I giorni chiamati nemici" Sefeditrice. Per notizie più ampie e dettagliate rimando alla nota bio-bibliografica inserita all'interno all'interno della mia ultima raccolta di liriche " I giorni chiamati nemici " -Sefeditrice 2010 - Firenze www.sefeditrice.it http://www.sefeditrice.it/scheda.asp?IDV=2441
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