Andrea Pistone

–  Andrea Pistone nasce a Saronno il 22/12/78 dove ancora vive e lavora. Ha pubblicato la prima raccolta di poesie Sangue Sui Muri nel 2004, per Apolloedionisoedizioni. Nello medesimo anno, sempre dallo stesso editore, furono inseriti tre suoi racconti brevi nel libro Delitti e Deliri. Il 2005 è l´anno di Panni Stesi All´Ombra, altra raccolta poetica, con Albalibri edizioni. Nel 2008/09 esce il mio primo romanzo Anomalie Di Un Maniaco, pubblicato da Acaredizioni.  Nel 2010 viene accettato un suo breve racconto Ti Stanno Aspettando per l’antologia 365 racconti erotici, a cura di Franco Forte.

Ha pronti tre romanzi e decine di racconti che attendono di essere pubblicati. Scrive poesie dall’ adolescenza.

A novembre nascerà la sua prima figlia, ed è impaziente.

Da Dylan Thomas a Vasco Rossi

–  Anni fa ciondolando in libreria presi in mano per caso la raccolta Panni stesi all’ombra di Andrea Pistone, la sfogliai, ne lessi alcuni componimenti, sentii che da quei versi, dalle pagine qualcosa usciva per venirti addosso – con urgenza, un misto di esaltazione e paura nel tradurre la presenza di emozioni ingovernabili.

Furia e tenerezza si sprigionavano dai componimenti di Andrea Pistone. I colori di un tramonto incendiato e struggente che si butta in lago nero. Una poesia non convenzionale, antiaccademica, maudit senza artificiosità; autodidatta, priva di filtri intellettualistici perché è la vita stessa a suggerirgliela attraverso la registrazione del quotidiano, con l’uso di un dettato ora opaco ora visionario. Dominati dalla magnifica trinità realtà-irrealtà-surrealtà i suoi componimenti sprigionano energia: fisica, sentimentale, intellettiva. Andrea Pistone tiene stretto in mano e srotola a modo suo il filo rosso che lega Dylan Thomas a Vasco Rossi passando, ovvio, per Charles Bukowski. Ne risulta uno stile lineare ma incisivo, una parola vitale, energica, rabbiosa, guerresca, ma caratterizzata da una densità visionaria che a volte conduce l’empito lirico a una dimensione spasmodica non sempre pienamente controllata.

Disagi e speranze, pulsione e aneliti, tutti ugualmente percorsi da una pietas che, intimamente e segretamente tenuta nascosta, riaffiora a tratti come dolorosa commozione. Sconsolato forse, Andrea Pistone, ma mai domo, sempre combattivo nonostante, e vero.

Tra poco più di un mese nascerà la sua prima figlia e contemporaneamente sta per potare a termine il suo primo e-book. Da parte mia questo blog per segnalare il suo lavoro poetico e il più scaramantico ” in bocca al lupo “.

[ Qui di seguito due poesie inedite seguite da due componimenti estratti da Panni stesi all’ombra. Ovviamente una rassegna troppo esigua per definire tutte le sfaccettature di un poeta, appena sufficiente per proporne un’assaggio. ]

A quel ragazzo che nessuno conobbe

Notte inoltrata

lungo la strada dovemmo rallentare fino a fermarci.

Ci bloccò la polizia e tutti poco a poco scesero dalle loro auto.

Eravamo in molti ed eravamo giovani.

Estate 1998.

Non lontano da noi c’era una macchina in mezzo alla carreggiata.

Il sedile si era strappato alzandolo fino al tetto,

schiacciandolo,

piegandogli il collo,

la sua testa rivolta verso di noi,

un ragazzo cogli occhi ancora aperti,

ci guardava, già morto.

Mentre i pompieri tagliavano la macchina,

lui stava lì,

un corpo in vita pochi minuti prima,

e ora la fine dentro di lui che ci fissava minacciandoci;

in tanti ancora ubriachi furono scaraventati in un atroce silenzio.

Altri cominciarono a piangere

E chi aveva una donna la stringeva a sé.

Eravamo tutti colpevoli e tutti innocenti,

sembrava che lui ancora potesse vederci,

sembrava ci stesse guardando.

Quegli occhi bagnati da lacrime che non lo lasciarono,

quegli occhi che pareva ci guardassero uno alla volta…

e noi lì,

dentro al suo sguardo,

in quel corpo,

in quel sangue fermo,

coinvolti a contemplare la perdita di una vita non nostra.

Tornammo in silenzio,

cautamente,

come una famiglia ricongiunta,

e nessuno rise,

nessuno disse qualche idiozia a riguardo,

la musica rimase spenta,

ci si mosse tristemente sulla strada,

scambiandoci sguardi dai finestrini,

senza poterlo dimenticare,

senza alcun desiderio

che non quello di tornare a casa

e di rimanere vivi.

 

 

 

Diverrò sinfonia e potrai ascoltarmi

 

Udii musica di ombrelli chiusi e mi trovai

zuppo dell’acqua e del veleno e dei cristalli di neve invisibile,

poi vidi spegnersi il scintillio delle gocce,

e fui sospeso nel futuro che mi parve ricordare.

Domani pioverà,

e avrò una rosa in tasca sulla strada di casa,

mentre tu siederai in cucina con il gatto sulle gambe e

un vecchio disco di Edith Piaf suonerà per non lasciarti sola.

Il cielo sarà vuoto. Un mare bianco. Nudo, come la morte di Dio.

E tu resterai a guardare,

perché sarai figlia di quel nulla e fiore d’un argentato pianeta,

domani non ci sarà notte ma visioni di sogni,

e la vita canterà la sua misericordia.

Un enorme bocca imbevuta d’onde schiumanti d’infinite stagioni,

dal sottosuolo, tutti i grandi tormenti del mondo, viscere di memoria antica, verranno in superficie.

Per questo vi sarà pazzia e pace e remote danze di un passato mai visto.

Il mio corpo si aprirà come un guscio,

e,

con le parole che ancora non avrò scritto

dai corridoi della mente, volerò via…

Assieme a strisce di nuvole iridescenti,

ai dipinti della mia non vita,

io volerò!

Via dal cielo e da ciò che è reale,

diverrò sinfonia e potrai ascoltarmi…

nel silenzio i tuoi occhi stretti, come finestre del mondo mai piangeranno;

musica di ombrelli chiusi

quando scorgerai gli sfavillanti scintillii delle gocce,

finalmente vedrai innalzarsi e librare in alto

la gloria del nostro sogno più immenso.

Le poesie che seguono sono tratte dalla raccolta  ” Panni stesi all’ombra ” 2005.

Lumini al chiaro di luna

Boschi          fantasmi         pillole

Passerà di qui,

stanotte

e noi staremo a guardare

ci piace l’omicidio…

Foglie secche, gialle,

coperte e lumini,

lingua di fuoco

lecca!

Asportazione di desideri.

Marte è morto.

Pillole gialle verdi e blu

le rosse si son perse

continui a non capire?

Anch’io.

 

Orizzonte

occhi d’argento

spezzati sulla rive del fiume opaco

saliva rossa come sangue

vento caldo da quella parte

laggiù qualcuno uccide i propri fratelli

preludio notturno

scavo eterno di ossa nel gelo di una caverna

buio

scappa la madre

nella foresta dei canti

c’è pace qui

in questa terra di terra e foglie

piazzate le tende vagabondi

fate fuoco e luce

e preparatevi al fumo

preparatevi alle danze

lupi

alla luna purpurea

strangolati

e liberi

i selvaggi

dormono

solo

quando la morte

dà a loro

una tregua eterna.

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Informazioni su emmapretti

Poetessa e scrittrice collabora con numerose riviste italiane e straniere con poesie, traduzioni, recensioni e racconti. Ha pubblicato cinque volumi di poesia. L'ultimo libro è del 2010 " I giorni chiamati nemici" Sefeditrice. Per notizie più ampie e dettagliate rimando alla nota bio-bibliografica inserita all'interno all'interno della mia ultima raccolta di liriche " I giorni chiamati nemici " -Sefeditrice 2010 - Firenze www.sefeditrice.it http://www.sefeditrice.it/scheda.asp?IDV=2441
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