I giorni chiamati nemici

I giorni chiamati nemici sono la mia ultima raccolta di liriche pubblicata nel 2010 per i tipi Sefeditrice e apre la collana Ungarettiana curata da Paolo Valesio (Columbia University) e Alessandro Polcri (Fordham University). In accordo con la casa editrice ne offro qui un brevissimo estratto presentandone alcune liriche.

Per ogni altra informazione sul volume consultare  il sito http://www.sefeditrice.it/ o la scheda http://www.sefeditrice.it/scheda.asp?IDV=2441,  dove è possibile leggere anche il commento in quarta di copertina di Paolo Valesio e un altro brano significativo della raccolta.

Lasciati ossessionare

Gli angeli chiamati trasportano a volo

un carico di bitume.

Lo hanno raccolto sotto le sabbie

di un deserto giudaico.

Sappiamo a chi è diretto.

Procedono lentamente perché neanche

Una goccia vada persa.

Consigliano di stenderne

un filo sottile sul cuore,

mentre la notte ancora ti protegge.

E l’oscurità che cercavi sarà

ovunque ti volgerai:

il cerchio descritto

del pozzo che hai disceso.

Chiudi gli occhi e ascolta,

le rapide che allagano il mio cuore

giungono fino a te e ti sorprendono;

sono la folla che rumoreggia

sotto la tua finestra e racconta

parla,  sparla e biasima

del tuo amore proibito, lacerato,

deriso – nascosto, distrutto, bruciato

e poi inondato da pubbliche

cisterne spietate. E’ annegato

in modo insolito, combattendo

perché una goccia di quest’acqua

tumultuosa risalisse pian  piano

le scale,  filtrasse appiattita

sotto la porta per venire a dissetare

i giorni nuovi che sono inevitabilmente

arrivati, così sconnessi e pieni di idiozie.

Continuamente guardi i giorni volenterosi

che si affiancano l’un l’altro,

un esercito di onesti personaggi senza volto

che camminano spediti. Trascinano

un amano bianca, l’altra nera.

Una mano calda, l’altra fredda. La notte

per fortuna è tua e tutta intera.

Allora avrà ragione di te, del tuo corpo

il vento crudo e rovente dei sonnambuli;

seguilo, tra le ombre cittadine

i percorsi elettrici, sulle vie che legano

i frutteti all’acciaio, gli orti alla birra.

Seguilo, avvolgilo, lasciati ossessionare.

Spugnalo, rovescialo, artiglialo

se non vuole condurti con sé

minaccialo di grugno e di spada.

Schiaffeggialo menando colpi all’aria,

con le braccia larghe del folle che si difende nel vuoto.

Respiralo, raggiungilo se ti resta indietro.

Riempine la gola che più non trattieni.

Stordiscilo e rianimalo, contemplalo.

Gustati il suo alternarsi.

Fermalo su di te per un assurdo gioco.

Assaporalo, che domani è perso,

sconvolto e bell’e andato.

Mescolato alla mia voce ascoltalo:

canta canzoni da ubriaco e piangi.

Perché così io faccio. Così io faccio.

Per ore intere. Fino a che la notte

domina sopra il mondo.

Serendipity

Potevo premere un tasto

oppure un altro. Magari

avrei potuto scriverlo con l’unghia

sopra il velluto del divano.

E sarebbe stato comunque destino.

Il destino di una famiglia davanti

a un telefilm: il reality del back yard,

miserie di un cow boy morto

nell’ingombro della cucina.

Fegato e reni caduti sopra il cuore

– e poi messi all’asta.

Arrivano messaggi inorriditi, ondate

di preferenze. C’è chi aspetta un organo

e vuole dimostrare di meritarlo più

di altri.

Si fa avanti la sorella gelosa, una madre

volgare. Il padre se c’è lo dice, se no tace

che gli interessano solo i soldi.

Nessuno vuole essere espulso.

Vivono tutti in Italia per tacito consenso.

Quando il televisore è acceso

non si parla più.

Audience

Ho messo sù una maglia raccattata per strada.

E’ verde, e splendeva sui sassi. Ho pensato:

– Se torno dopo, non la troverò più – E l’ho presa.

Non basta che sia così dura, bisogna anche cercare

di far cadere ogni azione al momento giusto,

per venire o andare, non ha importanza,

devi trovare nel momento il suo giusto.

Non sempre ci riesco, se non fosse così

non raccoglierei le maglie per terra.

Conoscere tante cose, per poter ogni volta

riconoscerle. Per esempio: questo è un tramonto,

e la luce che finisce è anche più bella di quella

che comincia. Dietro una tendina saltano

i canali della televisione, di palo in frasca,

come un cervello pazzo che pensa. Si ferma.

Parla a qualcuno seduto in poltrona o

sul divano. Si chiama audience e misura

il successo. Tutti lo conoscono, per questo

non può farci niente: ha più successo del successo.

Annunci

Informazioni su emmapretti

Poetessa e scrittrice collabora con numerose riviste italiane e straniere con poesie, traduzioni, recensioni e racconti. Ha pubblicato cinque volumi di poesia. L'ultimo libro è del 2010 " I giorni chiamati nemici" Sefeditrice. Per notizie più ampie e dettagliate rimando alla nota bio-bibliografica inserita all'interno all'interno della mia ultima raccolta di liriche " I giorni chiamati nemici " -Sefeditrice 2010 - Firenze www.sefeditrice.it http://www.sefeditrice.it/scheda.asp?IDV=2441
Questa voce è stata pubblicata in Brani d'autore, estratto, poesie, presentazione, Uncategorized e contrassegnata con , , , , , . Contrassegna il permalink.

6 risposte a I giorni chiamati nemici

  1. chocolate tales ha detto:

    Nei giorni chiamati nemici c’è la poesia. E anche la cucina e il buon vino.
    Insomma, ci si rifugia nelle emozioni.

    • emmapretti ha detto:

      Grazie del commento, lo trovo lusinghiero. All’interno della raccolta c’è un componimento che ha come protagonista un cuoco giapponese, pensa un po’. Il cibo è fonte d’ispirazione perché unisce la sensorialità al concetto.
      Mi complimento per il tuo blog così ricco di narrazioni piacevoli e di colori e aromi tattili. Ti farò presto di nuovo visita ( sul blog, s’intende). Sto preparando un post un po’ articolato, spero tornerai. Ciao.

      • chocolate tales ha detto:

        Voleva essere lusinghiero 🙂
        E voleva riflettere sul bello. Estetica da due righe, degna del web e di una profana della filosofia.
        La poesia, la scrittura, la cucina come porta sul bello, per innalzarsi. Per essere uomini.
        Uso la scrittura come catarsi e la lettura come consolazione e godimento, per me è puro piacere. Che dire? Non mi resta che aspettare che esca il tuo prossimo post!

  2. Poesi@ ha detto:

    è vero che in questo blog come nella copertina del libro nelle poesie e nei tuoi post tutto sembra seguire un filo conduttore comune, perfettamente riuscito: semplice ma efficace. Quando me la concedi un’intervista?

  3. emmapretti ha detto:

    Ma quando vuoi ! ne sarei davvero felice. Proponi, fammi sapere, per mail, telefono… Disponibilissima !!

  4. Pingback: Un risultato inatteso | emmapretti

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...