Figli d’Italia

L’Italia tra i suoi numerosi figli, che ancora oggi sembrano accomunati solo dal giudizio che Leopardi , ben due secoli fa, diede su di loro definendoli ” regionalisti”, ovvero sostanzialmente radicati solo alla propria zona d’origine o regione – tra tutti questi figli, ve ne sono due in particolare che le procurano continuamente amarezza e pensieri. Sono fratelli che non comunicano mai e quando lo fanno si prendono a male parole, alzano il pugno, minacciano, per volgersi alla fine sempre contro di lei e coprirla di rimproveri e recriminazioni. Mai una parola affettuosa che la riguardi, un complimento anche di sfuggita, sempre e solo scontento.

Quelli a ridosso delle cime imbiancate di neve da sempre la rinnegano attribuendo il proprio benessere e ordine sociale esclusivamente alle proprie capacità organizzative e imprenditoriali; al loro senso del dovere, all’amore per il lavoro e per l’ordine. La dimenticano semplicemente: non una telefonata, una menzione, ignorano i suoi compleanni. Ne ripudiano la lingua vagheggiando un ritorno alla terra germanica da cui si sentono rapiti.

Gli altri – tacco suola e punta dello stivale – accaldati nel sole e accarezzati dal mare lamentano di essere stati da sempre trascurati, considerati da lei quasi  “figli di un dio minore” e abbandonati al proprio destino. La vorrebbero sempre pronta a esaudire le proprie richieste e a tappare le falle di un comportamento poco responsabile e civilmente infantile.

Ma se questa madre Italia ( per niente vecchia tra l’altro se paragonata ad altre nazioni ) decidesse di prendersi  una vacanza di, che so, trenta o cinquant’anni, e fatte le valigie andasse a riposarsi un po’ alle Seychelles ( così poco popolate e piene di risorse e bellezze naturali che gestirle sarebbe una risata)  a cosa si troverebbero di fronte questi due figli lamentevoli?

A ridosso delle cime e saltabeccando tra le nevi, quelli all’estremo nord abbatterebbero confini naturali e nazionali per correre a rifugiarsi nell’abbraccio teutonico delle aree germaniche ( sempre ammesso che vengano accolti) – per accorgersi ben presto del carattere artigliato di un’accoglienza rigida, severa, autoritaria, poco propensa a tollerare quanto a concedere,  e  ancor meno a foraggiare un qualche statuto a regime  speciale. Scoprirebbero a proprie spese come può essere amara  e arida la tutela di una matrigna molto più simile nel carattere a una arcigna istitutrice.

Il Sud cotto dal sole e desertificato da ogni speranza, si vedrebbe rivoltato come una manica da tristi venti di soprusi, angherie, prepotenze e controllato da un deviato familismo unito a un perverso senso dell’onore e della fede.

I territori che furono della Magna Grecia apparirebbero minacciosi e devastati da un caos che li deturpa, trasformandoli in qualcosa a metà tra il far west e la selva infestata dai briganti.

Le persone oneste costrette a condurre un’ esistenza al lumicino, procurandosi il minimo indispensabile, tra cui due o tre pistole dislocate nei vari cassetti di casa. Solo cani e gatti, costretti dall’istinto, mostrerebbero di rispettare una qualche legge, seppur naturale.

Entrambi i figli si renderebbero conto di come  l’Italia avesse offerto loro una condizione vivibile, accettabile, discutibile a volte con l’intento di renderla modificabile e perfettibile; tutto questo pretendendo in cambio solo un affetto nutrito di dignità e rispetto, senza urli o proclami.

Queste righe non derivano certo da un’approfondita indagine sociologica o da riflessioni di impegno civile. Sono poche note che nascono da un semplice, grossolano ma pratico buon senso.

Le madri non sono perfette.

E i genitori fanno quello che possono con i figli che hanno.

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Informazioni su emmapretti

Poetessa e scrittrice collabora con numerose riviste italiane e straniere con poesie, traduzioni, recensioni e racconti. Ha pubblicato cinque volumi di poesia. L'ultimo libro è del 2010 " I giorni chiamati nemici" Sefeditrice. Per notizie più ampie e dettagliate rimando alla nota bio-bibliografica inserita all'interno all'interno della mia ultima raccolta di liriche " I giorni chiamati nemici " -Sefeditrice 2010 - Firenze www.sefeditrice.it http://www.sefeditrice.it/scheda.asp?IDV=2441
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2 risposte a Figli d’Italia

  1. pheeo ha detto:

    Volevo farle i complimenti,brava! Ormai sono pochi quelli che possono essere chiamati poeti…
    Per curiosità,da quanto scrive? e qual è la sua età (se si può dire ovviamente)?

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