Pro-ana mvmt *

“ Nessun cibo ha un sapore migliore

della bellezza di sentirsi magre “

Così pensava Kate  mentre passeggiava

sotto la pioggia radioattiva. La scalinata

in pietra dell’ex-municipio era quasi

completamente invasa dalle erbacce,

alcune addirittura alte quasi al ginocchio

portavano minuscole gemme.

Forse c’erano gemme anche sugli alberi.

L’intero edificio stava per essere

sommerso dalla vegetazione;

Kate immaginava che tra pochi anni – una decina

o anche meno – sarebbe apparso come uno di quei templi

immersi nelle giungle asiatiche e impacchettati

da un viluppo di liane. Kate amava quelle immagini,

divorava con gli occhi i documentari sui misteri impervi

della natura rigogliosa, indegna, labirintica.

Chissà se tra qualche secolo

i turisti avrebbero riconosciuto in quel palazzo

un ex-municipio con intensa propensione burocratica?

Diversamente, sarebbe stato oggetto di uno spassoso

fraintendimento.

Kate sorrise all’idea.

La pioggia era tiepida – le stagioni ogni anno

si presentavano in modo diverso.

Stavolta la primavera cominciava così,

nella campagna che si risveglia

sotto un cielo grigio e tiepido.

Un inizio in sordina, niente uccellini azzurri

al mattino, niente burrasca in arrivo.

Il peso dei colori carichi di severità.

Dell’inverno rimaneva una fermezza che non demorde

ed è il suo giusto freno. La natura ha un’educazione

sentimentale da proporre: una giornata di sole

sarebbe troppo entusiasmo fuori luogo.

Imparare a cavarsela in modo silenzioso,

sotterraneo. Trattenere la commozione e

l’esuberanza. Prepararsi ai fatti con serietà;

un brivido scrupoloso percorre la terra smossa,

l’aria carezzevole concede un semplice mugugno

che conduce alla tenerezza –

La primavera di quell’anno

continuava la sua pioggia strana,

un tratteggio fitto giù dal cielo,

gocce che si allungano sottili come linee:

una tendina nell’aria.

Kate è certa di poter sgusciare tra una goccia e l’altra

solo ruotando leggermente il busto e saltellando

ogni tanto in diagonale.

I passanti rivolgono un’espressione fortemente

critica, fanno su di lei commenti mordaci,

nessuno di loro porge un viso ben disposto

e tutti, assolutamente tutti, è convinta,

portino pezzi di carne tra i denti

e non si rendono conto di quanta abominevole

corruzione porti la carne e il cibo esibito

– dai distributori automatici ai ristoranti slowest –

offerto con seduzione e lusinghe subdole.

Il linguaggio demoniaco dell’indigestione e il

conseguente ritorno alla purezza – un piede immacolato

è pronto a schiacciare il serpente sulla bocca dello stomaco.

Intanto Kate oggi ha fatto il suo dovere: ha contato le farfalle

nel piatto di pasta – mai più di tre, il resto

metà al cane metà al vaso di fiori –  un dado di pane

e per frutta la polpa della mela  raschiata

coi denti dalla buccia.

Adesso mentre considera la sua taglia zero,

rassicurata nelle proprie certezze, è pronta

a congratularsi con soddisfazione;

seguendo le regole

i traguardi sono facilmente raggiungibili:

mai soffermarsi sul cibo, contare sempre ogni cosa e

sottrarre dieci, venti o trenta unità a seconda

del proprio grado di resistenza – restare assolutamente,

assolutamente restare al di sotto delle  mille calorie.

I numeri, i numeri, l’elenco infinito dei numeri,

sono sempre di grande aiuto – fermano, trattengono

impediscono. Un solo cedimento potrebbe essere fatale.

La taglia zero è a un passo. Camminando già si sente

galleggiare come un polmone nell’aria.

Nell’epoca delle megastrutture e delle anime veloci

la vita è leggera, così leggera da non esserci;

e non esserci dentro significa autopurificarsi.

– Se il cibo non ammette compromessi,

bisogna essere forti e fare altrettanto –

scrive dal suo piccolo schermo e invia.

Si sente accesa dall’ambizione di formulare frasi

che imbandiscano le mense di adolescenti segregate

in se stesse, che rimbalzino di bocca in bocca,

di tasca in tasca. Un modo di ripensare le incarnazioni

profane della perfezione e della bellezza

– Un risotto di astrazioni.

I corpi si vedono ed esistono per essere visti;

ci sono cose, anche le più spirituali che si vivono

solo attraverso il corpo, in un altro corpo non sarebbero

più le stesse. Di corpi è tappezzato il mondo

sopra tutti gli schermi dell’immaginazione. –

All’imbocco della deviazione un ampio cartello

pubblicitario parlava al traffico:

– Nessun cibo ha un sapore migliore

della libertà – e un braccio tornito

si allungava attraverso il manifesto

con soddisfazione muscolare;

irrompere, squarciare, opporsi, contrastare;

stimolato da una tensione controllata

ma inarrestabile, sul fondo la mano afferrava

qualcosa persa nei colori soffusi della prospettiva.

Il  paesaggio sbiadiva

di fronte al suo vigore.

Kate sbalordì: dunque quella frase

non era una sua invenzione, ma una

proposizione sparsa in giro nei templi

come nei supermercati. Cosi anche

la libertà poteva essere una ragione imposta;

bastava persuadere, sedurre, diffondere frasi

e suggestioni. Erano espressioni interscambiabili,

sparse a manciate e plasmabili per le esigenze

di ognuno: adattivi o integrati, fino ai  ribelli

di livelli incontenibili –  Plastilina mentale.

Quella che pensava un’elaborazione personale

probabilmente era il risultato di un proposito occulto

e veniva diffusa da una valle lontana, trasmessa dall’emittente

remota dell’organizzazione centrale, che di questi slogan

ne ha magazzini pieni.

* abbreviazione di :  pro- anorexic  movement.

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Informazioni su emmapretti

Poetessa e scrittrice collabora con numerose riviste italiane e straniere con poesie, traduzioni, recensioni e racconti. Ha pubblicato cinque volumi di poesia. L'ultimo libro è del 2010 " I giorni chiamati nemici" Sefeditrice. Per notizie più ampie e dettagliate rimando alla nota bio-bibliografica inserita all'interno all'interno della mia ultima raccolta di liriche " I giorni chiamati nemici " -Sefeditrice 2010 - Firenze www.sefeditrice.it http://www.sefeditrice.it/scheda.asp?IDV=2441
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7 risposte a Pro-ana mvmt *

  1. Poesi@ ha detto:

    Quando si arriva alla fine del tuo post si hanno tanti pensieri in mente e poce cose da aggiungere… Una bella scossa

    • emmapretti ha detto:

      Ti ringrazio, l’intento era quello di proporre motivi di riflessione e insinuare il dubbio che tutto possa essere manovrato.
      Il dubbio non è comodo, ci obbliga a gettare lo sguardo dentro tante porte socchiuse: la verità e la menzogna è dentro ognuna di esse.

  2. chocolate tales ha detto:

    Veramente molto bello.
    E’ stato un piacere leggerlo.

    • emmapretti ha detto:

      Grazie, i commenti sono sempre graditi. Se di approvazione sono un sostegno, se presentano delle critiche danno motivo di riflessione. Sempre ben accetti gli interlocutori. A presto.

  3. Veniero Scarselli ha detto:

    Non dirò che i tuoi versi non mi piacciono (non è politically correct), non dirò che sono altamente ermetici, non dirò che non si capisce niente, non dirò che dopo averli letti non resta dentro nulla, non dirò “guai a quel poeta di cui non si ricorda a memoria neanche un verso”. Dirò solo che sono agli antipodi dei miei, che tuttavia hanno diritto anche loro di campare, e che – se esiste Dio – perfino li benedica.
    Veniero dell’orticaria

    • emmapretti ha detto:

      Va beh, va beh,
      a me l’orticaria, a te – pare- il bruciacuore. Il tuo giudizio cade su un post tra i più letti e apprezzati, pensa un po’.
      Se delle mie liriche alla fine non resta niente, per lo meno non compromettono la salute psichica di nessuno.
      Se non c’è danno è già qualcosa.
      Per il resto il futuro saprà dire le parole più giuste.

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