Walking

foto filippo

Una strada di una periferia agricola che punta verso Ovest.

Francamente il primo tratto sarebbe da dimenticare: un insieme di cortili, orti, case a scatola  che cercano di guarnire il loro spirito rurale con aggiunte di archetti e pensiline, ringhiere di scale esterne dallo stile confuso, infissi d’alluminio anodizzato a profusione. Il miscuglio di elementi di dubbio gusto è in parte mascherato dalla coltre di neve appena caduta. Perché si, con mia grande gioia, nevica di nuovo…E si, adoro passeggiare nella neve, come penso abbiate capito.

Dopo le ultime case, una serie di piccole orme segnano i bordi soffici della strada: qui i gatti si divertono un mondo tra gli orti, le corde dei panni stesi e la campagna seguendo piste misteriose, un labirinto di percorsi per lo più notturni che danno vita a un traffico invisibile e furtivo. Continua a leggere

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Ruscelli on the rocks

ruscello ghiacciato 2

 

I ruscelli sono ghiacciati, non gorgogliano più, a tratti sibilano attraverso piccole fenditure. Ruscelli ghiacciati sotto un cielo limpido e immobile, visitato solo da una piccola luna trasparente che vira a tramontare.

La passeggiata comincia così, nell’aria pungente e vitrea, le scarpe che scricchiolano sulla ghiaia, le rive, i campi della pianura puntigliosamente disegnati a scacchiera, in attesa di attività; e brina, candida croccante brina ovunque.

Anche se a camminare ci si cuzza dal freddo, tutta questa cristalleria è così bella che non importa. Continua a leggere

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Silenzio d’inverno

neve

 

Sospiro d’aria e neve

lieve nebbia che azzurra

e sagome che spuntano

all’ improvviso

per pura metafisica.

 

 

 

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Restyling

citroen auto

Ho letto un libro. Dopo più di un anno ho preso in mano un libro con la seria intenzione di leggerlo – anche perché mi è stato prestato. Un prestito non richiesto, la persona me l’ha appioppato dicendo: ti presto questo libro che ha dei finali davvero belli e sorprendenti. Tu che ti lamenti sempre delle conclusioni deludenti di molti acclamati scrittori. E poi non è un romanzo ma cinque racconti lunghi di cui i finali sono la parte migliore. –

Se compri un libro puoi posarlo nella libreria e riprenderlo quando e come vuoi, o dimenticartene se ti va, ma se prestato lo devi leggere davvero, almeno per un po’ di pagine.

I racconti scorrevano attraverso un dettato e una costruzione classica e sapiente; sono andata avanti, anche se a singhiozzo, fino alla fine. Autore britannico: è una garanzia ? sssni ( vale a dire si, ma può darsi anche no). Trame fantasiose e complesse, descritte con accuratezza a volte addirittura eccessiva, specie negli aspetti tecnici ( ma si sa che gli editori richiedono una prosa chiara esauriente ed esplicativa ), ambientazione contemporanea, metropolitana, che risponde ai parametri della cronlibroaca o della cronaca nera; tutto l’impianto appartiene al nostro tempo, i personaggi non risultano stereotipati, a tratti un po’ prevedibili ma  in sostanza godibili, costruiti attraverso l’immaginazione più che la fantasia ( e per la distinzione tra queste due componenti creative rimando a F. De Sanctis ) – Sorprendentemente però ho constatato che gli schemi e gli stessi personaggi  provengono direttamente  da modelli favolistici. Continua a leggere

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Relax

uno-strano-babbo-natale

 

Non conosco nessuno di nome Stefano, e in questo caso suona come un valore aggiunto. Non ho altri auguri da fare, da mandare e proporre. Dicembre 26 : la grande cupola solenne dell’ Avvento si è come sgonfiata, ammosciata a terra, svuotata perché ogni anno la riempiamo d’aria solamente. L’ondata traboccante di luci, corse, affanno e scintillii che ogni volta tolgono il respiro, rovinano lo stomaco e alla fine ci incollano addosso un senso di inadeguatezza, rallenta. Il relax del 26 dicembre è da godere minuto per minuto. La corrente vertiginosa di marosi e traffico, centri commerciali super affollati e assillanti in musiche e carinerie, finalmente si acquieta e noi navighiamo in superficie  lasciandoci trasportare come rametti strappati dalla folle corsa della piena, senza più volontà e scopi da raggiungere.

Santo Stefano  protegge il nostro relax e lo benedice. Non è cosa da poco, lo apprezzo molto. Non mi importa cosa abbia fatto nel suo passaggio terreno, sta facendo molto per me e lo ringrazio di cuore. Continua a leggere

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Prima di Chiara Ferragni

boldini_Alla fine del ‘700 un’attrice di origini irlandesi , di cui ora mi sfugge il nome e il cui nome non sarebbe comunque per nulla significativo, raggiunse in Gran Bretagna un livello di fama tale da essere seguita da ali di folla idolatrante ogni volta che si spostava in carrozza. La sua bellezza leggendaria veniva valorizzata da dosi di trucco sapiente. La ” splendida” si truccava regolarmente ogni giorno, ritoccando il make up più volte nell’arco della giornata , e di questa sua attività riuscì a far spettacolo facendo assistere al rito un ristretto pubblico pagante una profumata cifra. Come vedete niente di nuovo sotto il sole e la Ferragni, che sta facendo del suo momento di trucco un atto pubblico e scenografico molto ben retribuito sembra non aver inventato proprio nulla dal momento che la dimensione della pura apparenza è sempre esistita, l’ esteriorità lucida e patinata ha sempre attirato se non esaltato un pubblico desideroso di appartenere a quelle superfici dove più si concentra la luce di un’ epoca ( considerando che un’ epoca è composta da una serie momenti  e tendenze più ridotte nel tempo ) cercando di carpire i segreti della loro brillante appariscenza. La luminosita’ di una lampada anche modesta attira sempre le falene, che corrono a frotte, si esaltano, v’impazziscono intorno.

Tutto il ‘700 vide una grande diffusione e un frequente uso dei cosmetici che però erano composti da sostanze e minerali molto corrosivi addirittura velenosi e dannosi per la salute.

Per una sorta di nemesi storica, nel più puro stile di una leggenda dal finale istruttivo e moralista, la nostra attrice di epoca rococò, passati i trent’anni, vide minata lentamente ma inesorabilmente la sua adorata e redditizia bellezza  dalle sostante altamente nocive dei prodotti usati.   La pelle, ma non solo anche gli organi interni le si ribellarono contro, costringendola ad usare ancora e ancora sempre più trucco fino a sfigurarla e spingerla a distruggere tutti gli specchi della casa per evitare di assistere visivamente al proprio disfacimento e all’inevitabile e impietosa morte per avvelenamento.

Questo il dramma personale all’interno  di un’epoca che ci assomiglia anche troppo nelle sue follie, nelle assurde esagerazioni come nelle malinconie. Il dramma della nostra epoca invece consiste nel fatto che questi manifestazioni continuano a ripetersi nonostante la diffusione dell’istruzione, dei libri e della cultura, e che le persone continuano a sentire il  bisogno irrefrenabile di credenze facili, miti futili leggeri, inutili.

 

 

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La verità sugli Editori

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